19 gennaio 2017
UN'ITALIA PRONTA PER VINCERE Reduce da un 2016 che non ha mancato di riservargli grandi soddisfazioni, il pattinaggio italiano si appresta ad affrontare una stagione molto delicata poichè, essendo questa preolimpica, risulterà decisiva non solo per delineare il contingente dei nostri pattinatori che andrà ai Giochi di PyeongChang 2018, ma anche per porre le basi della squadra nazionale che nel Team Event olimpico andrà alla ricerca di quella medaglia di bronzo, mancata di poco in quel di Sochi. Dunque i nostri atleti saranno chiamati una volta di più a confermare il valore di una scuola, quella italiana, che negli anni ha saputo sfornare talenti in grado di conquistare le vette delle classifiche mondiali, destando ammirazione fra le nazioni rivali. Ed è proprio uno di questi talenti, quello più cristallino, che verrà presto a rinforzare i ranghi già molto solidi della nostra squadra nazionale: già, perchè Carolina Kostner tornerà alle gare! Lasciatasi alle spalle la devastante esperienza della squalifica conseguente agli sviluppi del caso Schwazer, che pure ha lasciato in lei strascichi psicologici non da poco, Carolina è tornata ad allenarsi intensamente, scegliendo di lavorare a San Pietroburgo, presso la scuola di Aleksey Mishin, vero mago del pattinaggio mondiale. Dopo essere transitata in Canada per preparare i nuovi programmi con la fedelissima Lori Nichol, la gardenese è infatti volata in Russia, dove con il maestro pietroburghese ha di fatto rinnovato la propria tecnica di approccio ad alcuni salti, recuperando fra l’altro un’invidiabile forma fisica. Il suo esordio avverrà al Golden Spin di Zagabria, terminato il quale la vedremo in gara in sede di Campionati Nazionali, che nel frattempo, dopo inconcepibili tentennamenti, sono stati definitivamente assegnati ad Egna. Carolina dunque andrà alla caccia del suo ottavo titolo nazionale, viatico necessario per eventualmente ipotizzare una sua partecipazione ai campionati europei. È chiaro che il suo rientro costituirà un grande toccasana per il movimento e siamo sicuri che darò lo slancio giusto ai nostri pattinatori, soprattutto in termini di consapevolezza delle proprie capacità, requisito necessario per sognare la medaglia olimpica. Carolina, inoltre, andrà a misurare le velleità di un gruppo di nostre pattinatrici, che già molto bene si sono espresse a livello internazionale lo scorso anno e che dunque aspirano a ripetersi quest’anno. Roberta Rodeghiero, per esempio, viene da una stagione magnifica, in cui ha saputo cogliere il quinto posto agli Europei e in cui si è meritata la convocazione nella selezione europea per il Challenge Team. Giada Russo d’altra parte, è stata in grado di confermarsi per il secondo anno consecutivo campionessa italiana, mostrando per intero il suo valore anche in sede europea. L’Italia, non dobbiamo dimenticarlo, avrà anche a disposizione il talento sopraffino di Nicole Gosviani alla ricerca nel nostro paese, di quei risultati eccellenti a livello internazionale, cui era giunta in un recente passato sotto i colori russi. Accanto a queste pattinatrici si devono anche ricordare la Casella e la Cristini, nonchè le più giovani Tagliapietra, Calderone e Gennaro, potenzialmente già capaci di ottime prodezze tecniche. Dunque il settore femminile sarà reso ancor più solido da Carolina, tanto che sognare due posti alle Olimpiadi per le nostre ragazze non è pensiero peregrino. Tra gli uomini si attende un ulteriore salto di qualità da parte di Ivan Righini, che se saprà disciplinare al meglio il proprio talento, ma soprattutto il proprio vulcanico carattere, non ha precluso alcun risultato di vertice, soprattutto in chiave europea. Occorrerà in tal senso vedere come metabolizzerà l’ennesimo cambio tecnico da lui operato, avendo lasciato Huth in quel di Oberstdorf per approdare da Franca Bianconi in quel di Bergamo. Alle sue spalle deve poi continuare serenamente la sua crescita Matteo Rizzo, ancora in categoria junior e dunque atteso più che mai a un piazzamento fra i primi dieci ai Mondiali di categoria. Potrebbe essere quella appena cominciata la stagione del rilancio per Maurizio Zandron, le cui notevoli qualità tecniche si sono negli anni positivamente consolidate. Se il bolzanino riuscirà a gestire al meglio la propria condizione fisica, scansando quegli infortuni che lo hanno spesso tartassato, sarà sicuramente in corsa per un posto agli Europei di Ostrava. Nel frattempo il settore saluta l’inserimento in Nazionale del pluricampione delle rotelle Dario Betti, che con straordinaria caparbietà ha colto un traguardo di grande valore simbolico, da sempre fallito da tutti i rotellisti approcciatisi nel singolo al mondo del ghiaccio. Il settore delle coppie ha iniziato benissimo la stagione, vista anche la tripletta colta dai nostri atleti al Lombardia Trophy. Della Monica/Guarise sono da sempre abituati a progredire lentamente ma inesorabilmente, così che ora appare evidente il fatto che ormai siano arrivati vicini ai vertici della specialità. Lasciamoli dunque lavorare tranquillamente, poichè non mancheranno di regalare soddisfazioni ed emozioni. Emozioni che sanno suscitare anche Marchei/Hotarek, due grandi pattinatori che già perfetti tecnicamente devono continuare la loro crescita come coppia, al fine di garantire all’Italia nuovi successi internazionali. La specialità sembra comunque fiorire: Ghilardi/Ambrosini hanno da subito mostrato grande feeling e i piazzamenti fin qui conseguiti testimoniano il loro buon valore tecnico, uno standard da cui non sono certo lontani i ritrovati Foresti/Sforza, juniores d’assalto che ai Mondiali di categoria non mancheranno di sorprenderci. La danza proporrà invece come tema dell’anno la verifica delle ambizioni di Cappellini/Lanotte, proiettati già da ora sull’obiettivo di una medaglia olimpica. L’inizio stagione dei milanesi è stato travolgente, alimentando dunque fondate speranze di validi piazzamenti internazionali. Ugualmente strepitoso è stato l’esordio di Guignard/Fabbri, tecnicamente già pronti a lottare per una medaglia internazionale: d’ora in poi avranno l’ingrato compito di convincere di ciò le giurie. D’altra parte è impressione condivisa che ormai siano sulla strada per farlo e dunque la loro consacrazione è più che mai vicina.