Assente il campione mondiale in carica Hector Diez, ormai totalmente concentrato sulla di fesa del suo titolo in quel di Asuncion e fuori gioco per un infortunio, nel dettaglio una frattura da stress, il dominatore della stagione Guillermo Gomez, la competizione maschile non ha comunque sofferto la mancanza di protagonisti, visto che erano in gara il campione europeo di Trieste ’25 Lucas Yanez, il vicecampione del mondo Arnau Perez e il vicecampone del mondo junior Unai Cereijo, ormai pienamente adattatosi alla nuova categoria. Peraltro, quest’ultimo e Perez si sono giocati in gara l’ultimo posto riservato dagli spagnoli ai loro atleti in sede mondiale, situazione simile a quella italiana, visto che gli azzurri in gara si giocavano la convocazione.

Nella foto Unai Cereijo (ESP)

Foto di Raniero Corbelletti

Dopo che sin dallo short era apparso chiaro che Yanez non sarebbe stato in grado di difendere con onore il proprio titolo in ragione di pessime condizioni fisiche, ecco che il titolo europeo è da subito sembrato un “fatto privato” tra il galiziano Cereijo e il catalano Perez, impegnati in un duello che alla fine ha premiato l’atleta più giovane, ovvero Cereijo. Cresciuto all’ombra di Gomez, capace in ogni circostanza di rubargli la scena, Unai è riuscito finalmente ad imporre all’attenzione di tutti il suo grande talento, dominando la gara con ampio margine. Nello short program, pattinato su musiche di Two Feet, nome d’arte del cantautore statunitense Zachary Dess, Cereijo ha immediatamente chiuso i giochi per la vittoria, visto che il suo vantaggio sul secondo classificato nel segmento, nel dettaglio l’azzurro Kevin Bovara, era di ben diciassette punti. Dopo la combinazione iniziale triplo loop-triplo toeloop-doppio loop, seguita da un triplo loop singolo e dal doppio axel, buona risultava anche la sequenza di passi, così da proiettarlo a ben 93 punti.

Nella foto Unai Cereijo (ESP)

Foto di Raniero Corbelletti

Nel libero, musicalmente articolato in modo complesso, visto che dall’iniziale colonna sonora del film “Emily” di Abel Korzeniowski, lo spagnolo passava poi a brani di due progetti musicali quali Sleeping At Last e Brand X Music, chiudendo poi con gli Audiomachine, il vicecampione nazionale spagnolo eseguiva tre valide combinazioni, triplo loop-loop-triplo loop, triplo flip-triplo toeloop e triplo salchow-triplo toeloop, chiudendo poi con un secondo triplo flip e con il doppio axel. Atleta dal fisico longilineo e dunque particolarmente elegante, Cereijo sembra avviato ad un’ottima carriera e soprattutto a salire sul podio mondiale.

Nella foto Arnau Perez (ESP)

Foto di Raniero Corbelletti

Perez dunque non ha avuto scampo, complice anche nello short un grave errore nella trottola combinata, che di fatto annullava totalmente l’elemento: un vero peccato, poiché il programma incentrato su “Unholy”, brano cantato in coppia dal britannico Sam Smith e dal tedesco Kim Petras, era sembrato particolarmente valido, impreziosito da una combinazione triplo lutz-triplo toeloop-doppio toeloop e da una sequenza di livello tre. Nel libero il vicecampione mondiale di Pechino ’25, nonostante due cadute, la prima nel triplo loop finale della combinazione con il triplo lutz e due semplici loop e la seconda nel doppio axel a conclusione del programma, completava comunque una rimonta che dal sesto posto lo portava alla medaglia d’argento.

Nella foto Diogo Nogueira (POR)

Foto di Raniero Corbelletti

A completare il podio era invece il portoghese Diogo Nogueira, di fatto erede di un altro Diogo, quel Craveiro ora impegnato nelle gare sul ghiaccio. Quinto nel programma corto, dove sulle musiche di Woodkid veniva penalizzato per un appoggio della mano sulla pista nel triplo toeloop in combinazione con il triplo flip e per un errore nella combo spin, il ventunenne di Fafe portava a termine un buon programma sulla colonna sonora di “Rocketman”, proponendo in modo corretto tre combinazioni, triplo flip-loop-triplo loop, doppio axel-loop-triplo toeloop e triplo flip-triplo toeloop: meritata dunque la medaglia di bronzo, colta ai danni dell’azzurro Mirko Mazzo, comunque felice per essersi in tal modo guadagnato la convocazione mondiale: quarto nel corto dove sulle note di “Asturias” di Alejandro Ceballos pagava caro un filo incerto d’entrata nel triplo lutz e un arrivo insicuro sul doppio axel, nel libero finale sulla colonna sonora di “Interstellar” non si perdeva d’animo dopo una caduta nel triplo loop seguito in combinazione al triplo flip e a un loop, così da eseguire perfettamente sia la combinazione triplo flip-triplo toeloop sia quella finale doppio axel-triplo toeloop.

Nella foto Kevin Bovara (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Con il terzo libero il pattinatore leccese superava il vicecampione italiano Kevin Bovara, brillante secondo nel suo bellissimo corto su brani dei Pink Floyd, ma solo sesto nel suo libero su musiche del cantante inglese di origine azera Sami Yusuf, piazzamento questo frutto di molte incertezze, la più rilevante delle quali era sicuramente un arrivo giudicato come caduta nel triplo loop in combinazione con il triplo salchow. Il suo quinto posto era certamente di prestigio, ma non utile a garantirgli la convocazione per Asuncion. Il terzo azzurro in gara era Daniele Ricci, alla fine sesto davanti al citato campione uscente Yanez.