La gara di danza valida per l’assegnazione del titolo europeo 2026 è purtroppo stata condizionata dall’assenza dei tre volte campioni del mondo Roberta Sasso/Gherardo Altieri Degrassi, originariamente iscritti al fine di ottenere un titolo che mai in carriera avevano vinto, non avendo in realtà mai partecipato alla massima competizione europea.
Nella foto Caterina Artoni/Raoul Allegranti (ITA)

È così che il titolo è andato agli ottimi Caterina Artoni/Raoul Allegranti, che avevano già nel loro palmares un argento europeo, colto nel 2022 ad Andorra, alle spalle dei famosi fratelli portoghesi Walgode. La coppia bolognese seguita dal bravo Andrea Gandolfi si è imposta con margine ampio sui portoghesi campioni uscenti Ema Sousa/Vitor Castro, ma la loro prova è stata di livello inferiore rispetto a quella fornita nella finale di Coppa del Mondo di Cesena e in sede di campionato italiano a Rimini. Nella loro bella style dance, pattinata sulle note di un valzer, tratto dal balletto “Il Lago dei Cigni” di Chaikovsky, e della famosa
“Tritsch-Tratsch Polka” by Johann Strauss figlio, non ottenevano i livelli attesi nella valutazione dei loro elementi, a partire dalla pattern dance sullo schema del Valzer Westminster giudicata solo di livello due. Anche la sequenza di passi in posizione chiusa risultava “solo” di livello due, così che a fine giornata il vantaggio sui portoghesi era configurato in meno di due punti.
Nella foto Caterina Artoni/Raoul Allegranti (ITA)

La danza libera sulla “Sonata al Chiar di Luna” di Beethoven fugava tuttavia ogni dubbio circa la loro vittoria, anche se, ancora una volta, le valutazioni delle sequenze di passi non erano al livello della qualità da loro tradizionalmente mostrata, con la sequenza di clusters a livello due e la sequenza no-hold giudicata a livello due per Raoul e a livello tre per Caterina. La bellissima coreografia proposta e soprattutto l’interpretazione della musica offerta contribuivano comunque al consolidamento del loro primato e dunque al conseguimento della tanto attesa medaglia d’oro.
Nella foto Ema Sousa/Vitor Castro (POR)

Ema Sousa e Vitor Castro, allievi a del famoso Hugo Chapouto, hanno difeso al meglio il loro titolo, mostrando a livello tecnico un progresso notevole rispetto alla passata stagione, così da proporsi come autorevoli candidati al terzo gradino del podio iridato insieme ai colombiani Munoz/Folleco e ai nostri Cavina/Allegranti. Dei due campioni portoghesi è piaciuta particolarmente la loro style dance, proposta su musiche non sempre ricordate con giusta attenzione perchè composte da autori di minore fama: dopo un’apertura sulle note di un Valzer ottocentesco composto da Carl Michael Ziehrrer, dal titolo alquanto suggestivo “Senza ballo non c’è amore”, il programma andava a concludersi con una polka anch’essa dal titolo fortemente allusivo “Con Piacere!”, composta da Eduard Strauss, figlio minore del grande Johann Strauss. Aldilà della parte artistica del loro programma, eccellente è stata la qualità esecutiva dello stesso, con la pattern dance di livello tre e soprattutto la sequenza di clusters di livello quattro.
Nella foto Ema Sousa/Vitor Castro (POR)

Diversamente la loro danza libera è sembrata meno convincente, a partire dalla scelta musicale, basata su un brano di Sting, “Fields of Gold” nell’esecuzione di Michael Bolton ed Eva Cassidy e sulla versione moderna del famoso brano di Ennio Morricone “The Ecstasy of Gold”, tratto dalla colonna sonora del bellissimo film western di Sergio Leone “Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo”. Ema e Vitor pattinavano certamente bene ma il livello della loro sequenza di clusters risultava solo di livello due, così come dello stesso livello era valutata la sequenza no-hold realizzata da Ema. Bellissima comunque la loro medaglia, ottenuta con ampio vantaggio sugli azzurri Linda Cantalini/Andrea Loguercio, capaci di ripetere la medaglia di bronzo dello scorso anno.
Nella foto Linda Cantalini/Andrea Loguercio (ITA)

Quarti nella style dance, proposta su una marcia famosissima come quella dei “Toreadors”, tratta dalla “Carmen” di Bizet, e su un Valzer di Giuseppe Verdi, da “I Vespri Siciliani”, complice anche una hold-sequence di livello due, nel libero realizzavano la rimonta ai danni degli olandesi Kyra Swanenberg/Tijmen Hendriks, allievi del citato Andrea Gandolfi. Per la coppia romana vi è stata dunque un’ ulteriore conferma della bontà del lavoro di preparazione svolto, così come per la coppia orange vi è stata piena consapevolezza di poter ormai lottare alla pari con le migliori coppie mondiali.
Nella foto Kyra Swanenberg/Tijmen Hendriks (NED)

Molto bella è sembrata in particolare la loro style dance, che accanto al Valzer N.2 del grande Shostakhovich, ha proposto il famoso Galopp del “Ballo Excelsior” del compositore italiano Romualdo Marenco. Meno accattivante è risultato il loro libero basato tra le altre, sulle musiche della colonna sonora del film d’animazione “Kung Fu Panda”: fatali per loro, in termini di mancata conquista della medaglia di bronzo, sono risultati i due sollevamenti classificati solo di livello tre, con una conseguente notevole perdita di punti. I due olandesi hanno preceduto i connazionali Tosca Schaap/Elwin Wesdijk, veri neofiti della specialità, ma già capaci di far meglio degli encomiabili veterani inglesi Danielle Hayon/Oliver Martin, sesti.
Nella foto Danielle Hayon/Oliver Martin (GBR)
