L’edizione 2025/2026 del Grand Prix ha avuto un forte significato simbolico, poiché quest’anno si è celebrata la trentesima edizione di questo importantissimo circuito, nato nel 1995 con l’intenzione di creare un ulteriore grande appuntamento agonistico per tutti i pattinatori d’élite e per dare agli stessi un’ulteriore possibilità di guadagno economico, a ripagare i sacrifici e la dedizione al nostro splendido sport. Nel dettaglio si è in realtà trattato della ventinovesima edizione della Finale, poiché nella stagione 2020/2021, caratterizzata dalla gravissima pandemia di Coronavirus, si gareggiò solo a Skate America e alla Cup of China, con una partecipazione praticamente ridotta ai soli pattinatori della nazione ospitante.
A distanza di otto anni dall’ultima occasione, la competizione finale del Grand Prix si è svolta a Nagoya, città dell’isola di Honshu, situata nella prefettura di Aichi, dalle grandi tradizioni nel pattinaggio di figura, visto che qui sono nate campionesse come la leggendaria Midori Ito, campionessa del mondo nel 1989 e vicecampionessa olimpica nel 1992, prima pattinatrice ad eseguire in competizione il triplo axel (salto peraltro realizzato con una qualità rimasta ineguagliata nel settore femminile, ndr), o come l’altrettanto indimenticabile Mao Asada, tre volte campionessa del mondo e vicecampionessa olimpica nel 2010. Di Nagoya sono originari anche il grande Shoma Uno, due volte campione del mondo e bronzo olimpico nel 2022, e la due volte campionessa del mondo Miki Ando, prima donna a completare in gara un salto quadruplo, nel dettaglio il salchow.
Nella foto Sara Conti/Niccolò Macii (ITA)

Foto di Alberto Ponti
In questa terra di campioni grandi soddisfazioni vi sono state per l’Italia, nel momento in cui Sara Conti e Niccolò Macii si sono aggiudicati la medaglia d’argento, secondi solo ai due volte campioni del mondo giapponesi Riku Miura/Ryuichi Kihara. Gli allievi dell’ottima Barbara Luoni sono stati artefici di una prova impeccabile, insidiando da vicino i campioni nipponici e lasciandosi alle spalle i campioni europei in carica Minerva Hase/Nikita Volodin, vincitori del programma libero.
Quella conquistata a Nagoya è stata la terza medaglia della nostra coppia in una finale del Grand Prix, dopo l’argento di Pechino 2024 e il bronzo di Torino 2023. La loro è stata la quattordicesima medaglia italiana nella manifestazione, visto che alle loro medaglie si possono affiancare due medaglie d’oro, quelle di Barbara Fusar-Poli/Maurizio Margaglio nel 2001 e Carolina Kostner nel 2012, altre due medaglie d’argento e due medaglie di bronzo della stessa Carolina, due argenti e due bronzi di Charlene Guignard/Marco Fabbri e un bronzo di Anna Cappellini/Luca Lanotte.
Nella foto Daniel Grassl (ITA)

Foto di Alberto Ponti
A sfiorare una medaglia che sarebbe stata più che mai meritata è stato Daniel Grassl, alla terza finale di carriera. L’azzurro ha disputato una grandissima prova, rimanendo lontano dal podio per meno di quattro punti e piazzandosi comunque secondo nel programma libero. Daniel è stato splendido nei suoi due programmi, il corto sulle note della colonna sonora del film “Tango per la Libertà” di Stefano Lentini e il libero sulle musiche di un’altra colonna sonora, quella del film “Conclave” di Volker Bertelmann. Pur stabilendo i record personali e quindi anche i record italiani di libero e totale, nulla ha potuto di fronte a colui che al momento appare irraggiungibile, ovvero Ilia Malinin, giunto al terzo successo consecutivo nella Finale, dunque a un passo dall’eguagliare i quattro titoli di Plyushenko e di Hanyu. Primo nel corto Yuma Kagiyama ha subito l’inesorabile rimonta dell’americano di origine russa, conservando l’argento nonostante il quarto libero. A spegnere le speranze italiane è stato con il suo terzo posto l’ottimo Shun Sato, apparso quest’anno in gran forma, in ragione anche della vittoria alla Cup of China.
Nella danza hanno vinto per la terza volta i campioni del mondo statunitensi Madison Chock/Evan Bates, che hanno preceduto in modo netto la nuova coppia formata da Laurence Fournier-Beaudry/Guillaume Cizeron, apparsi in grande ascesa sin dalla loro prima apparizione in stagione, ovvero il casalingo “Masters de Patinage”. I coniugi americani non hanno comunque del tutto convinto ed è impressione di molti che in sede olimpica il risultato potrebbe essere ribaltato. Terzi, non senza sorpresa in ragione della qualità dei loro programmi, sono stati invece i britannici Fear/Gibson, che hanno saputo rimontare nel libero i canadesi Gilles/Poirier.
La prova femminile ha invece premiato la campionessa del mondo Alysa Liu che, pur non vincendo alcun segmento di gara, ha regolato l’astro nascente giapponese Ami Nakai e la favorita Kaori Sakamoto, solo quinta nel corto, a causa di un triplo lutz eseguito doppio, tale da rendere nulla la valutazione dello “spot” riservato al salto triplo da eseguire singolo.