Nella foto Rebecca Ghilardi/Filippo Ambrosini (ITA)

Foto di Alberto Ponti
Per il quarto anno consecutivo, in sostituzione della Rostelecom Cup di Mosca, il Grand Prix ha fatto tappa in quel di Helsinki, per il Finlandia Trophy, competizione che per molti anni si è svolta ad Espoo nell’ambito delle prove di Challenger Series. A differenza dei Mondiali 2017 e degli Europei 2009, ultime grandi competizioni svoltesi a Helsinki, le gare si sono disputate non nella grande Hartwall Arena, bensì nella Helsinki Jaahalli, il palazzo del ghiaccio, teatro di grandi campionati svoltisi nel secolo scorso, come per esempio gli Europei ’93 o i Mondiali ’83.
Ultima tappa del Grand Prix, la prova finlandese è stata illuminata dal giapponese Yuma Kagiyama che, dopo il successo nella prova giapponese di Osaka, si è ripetuto, lasciandosi alle spalle il due volte campione europeo Adam Siao Him Fa, vincitore dello short program. Kagiyama, ventidue anni compiuti a maggio è un po’ l’eterno secondo del pattinaggio maschile mondiale, se è vero che nel suo curriculum si evidenziano due argenti olimpici (nella prova individuale e nella prova a squadre a Pechino 2022, ndr), tre argenti mondiali e due argenti nelle finali del Grand Prix. Figlio d’arte, il padre Masakazu fu bronzo ai Mondiali juniores del 1989 e sesto ai Mondiali del ’94, Yuma ha tratto vantaggio dal supporto tecnico e artistico della grande Carolina Kostner e da quello coreografico della nota Lori Nichol. In effetti, in previsione olimpica, Kagiyama sembra l’unico possibile rivale dello statunitense Malinin, nel tentativo di riportare in Giappone quel titolo che Yuzuru Hanyu fece suo per due volte.
Siao Him Fa è sembrato in crescendo di forma dopo i problemi fisici che hanno condizionato in termini negativi la stagione passata. L’atleta transalpino, di stanza nella bellissima patinoire di Nizza, è alla ricerca della forma migliore in vista degli Europei di Sheffield, dove in assenza degli atleti russi, rimane uno dei favoriti. Il bronzo è andato al canadese Stephen Gogolev, ex-enfant prodige del pattinaggio mondiale, un po’ “persosi” negli anni a seguito anche di una crescita fisica significativa. L’ormai ventunenne con doppio passaporto, nel dettaglio canadese e russo, ha colto sul ghiaccio finlandese il primo podio di carriera nel Grand Prix, lui che nel 2019 vinse la finale del Grand Prix junior. In gara c’era anche Matteo Rizzo, ancora alla ricerca della forma migliore: per il milanese figlio d’arte, due volte campione italiano, vi è stato un altro settimo posto, dopo quello conseguito nella prova giapponese.
Nella foto Matteo Rizzo (ITA)

Foto di Alberto Ponti
Il Giappone ha gioito anche del successo di Mone Chiba, capace di lasciarsi alle spalle Amber Glenn: la ventenne allieva della famosa Mie Hamada, bronzo mondiale in carica, nonché campionessa dei Four Continents 2024, ha confermato i suoi grandi progressi, lasciandosi alle spalle la forte statunitense, sempre più legata, nei suoi esiti agonistici, alla riuscita del suo triplo axel. A completare il podio è stata l’altra nipponica Rino Matsuike, allieva a Nagoya di un’altra Hamada, la famosissima Machiko, allenatrice ottanduenne che in passato portò al titolo mondiale del 1989 e all’argento olimpico del ’92 la leggendaria Midori Ito e al titolo mondiale l’altrettanto grandissima Mao Asada.
Nella foto Rebecca Ghilardi/Filippo Ambrosini (ITA)

Foto di Alberto Ponti
In chiave italiana al di sotto delle attese è stata la prova di Rebecca Ghilardi e Filippo Ambrosini, coppia che nella tappa finlandese del Grand Prix seppe addirittura imporsi nel 2022: quest’anno il binomio di stanza presso l’IceLab di Bergamo non è andata oltre la settima posizione, in una gara dove i tedeschi campioni d’Europa e vicecampioni del mondo Minerva Hase/Nikita Volodin si sono imposti con più difficoltà del previsto. Minerva e Nikita, allievi in quel di Sochi di Dimitry Savin, hanno trovato inaspettata resitenza nella coppia americana formata da due russi, Alisa Yefimova/Misha Mitrofanov. I due “americani”, qualora anche si qualificassero per le Olimpiadi, non potranno presenziare alle stesse, proprio perchè privi della cittadinanza. A Helsinki hanno comunque preceduto un’altra coppia americana che a Milano non dovrebbe mancare, Ellie Kam/Danny O’Shea, pattinatori che hanno come base di allenamento Colorado Springs, dove si allenano sotto la guida di Drew Meekins.