Per la settima volta nella sua storia l’NHK Trophy ha fatto tappa in quel di Osaka, metropoli di quasi tre milioni di abitanti collocata sull’isola di Honshu, dove il prestigioso trofeo giapponese ha disputato la sua quarantaseiesima edizione, essendo nato nel 1979 ed essendosi disputato ininterrottamente, anno del COVID compreso.

Nella foto Sara Conti/Niccolò Macii (ITA)

Foto di Alberto Ponti

Per l’Italia è stata un’edizione davvero memorabile, in ragione della grande vittoria conseguita nelle coppie di artistico da Sara Conti e Niccolò Macii, capaci di riportare il nostro pattinaggio sul gradino più alto del podio della competizione nipponica, sponsorizzata dal grande network televisivo NHK: non accadeva dal 2010, allorchè la leggendaria Carolina Kostner si impose in quel di Nagoya, ripetendo il successo conseguito nel 2007 a Sendai. In realtà l’Italia può vantare anche la vittoria dei mai dimenticati Federica Faiella/Massimo Scali, che riuscirono nell’impresa nel 2008, in quel di Tokyo. Sara e Niccolò, secondi nel loro short program su musiche spagnole, hanno rimontato i rientranti olimpionici Wenjing Sui/Cong Han, che primi al termine del programma corto sono poi scivolati in terza posisione. Sulle note di “Caruso” brano di Lucio Dalla, proposto nella versione dell’ottima Lara Fabian, gli azzurri non sono stati esenti dA errori, vista per esempio la caduta di Sara sull’arrivo del triplo loop lanciato, ma approfittando anche degli errori dei cinesi hanno saputo cogliere il prestigioso successo, davanti ai russi battenti bandiera ungherese Mariya Pavlova/Aleksey Svyatchenko, miglioratissimi in stagione, soprattutto in termini di presentazione artistica.

Nella danza Charlene Guignard e Marco Fabbri tenevano moltissimo alla gara nipponica, da loro mai vinta, anche in ragione di una forte volontà di riscatto dopo l’esito negativo della gara di Angers, risoltasi per loro in una vera e propria imboscata, volta a minarne la fiducia nei propri mezzi. Come nel 2023 la loro speranza di vittoria è svanita di fronte ai britannici Lilah Fear/Lewis Gibson, nettamente primi grazie al vantaggio da loro accumulato nella rhythm dance. In questo segmento di gara gli azzurri possono recriminare per i twizzles non perfetti di Marco, ma in generale l’impressione è che ancora una volta i giudici siano stati con loro molto severi. Grazie a un libero convincente hanno poi distanziato i sempre originali americani Caroline Green/Michael Parsons, felici della loro prestazione dopo il ritiro cui erano stati costretti in Cina.

Nella foto Matteo Rizzo (ITA)

Foto di Alberto Ponti

Il vicecampione olimpico in carica, nonché tre volte vicecampione del mondo, Yuma Kagiyama ha colto il successo nella gara maschile faticando non poco a contenere le velleità del connazionale Shun Sato. Primo nello short program, l’allievo del padre Masakazu e della nostra Carolina Kostner ha comunque ben pattinato anche il suo bellissimo libero, basato sulle note della “Turandot” di Puccini, garantendosi la quarta vittoria all’NHK. Reduce dal successo nella Cup of China, Sato ha confermato la sua ottima condizione, vincendo il libero con un ottimo programma sulle musiche de “L’Uccello di Fuoco” di Stravinsky, coreografato per lui da Guillaume Cizeron. La medaglia di bronzo è stata invece appannaggio di Lukas Britschgi, campione d’Europa lo scorso anno a Tallinn, capace di sopravanzare il redivivo cinese Boyang Jin, ormai veterano di tante battaglie. I nostri pattinatori sono finiti nelle retrovie con Matteo Rizzo settimo e Gabriele Frangipani undicesimo, piazzamenti lontani dal rappresentare l’effettivo loro valore.

Nella foto Gabriele Frangipani (ITA)

Foto di Alberto Ponti

Stesso discorso per Anna Pezzetta, ottava in una gara molto equilibrata in cui avrebbe potuto finire non lontano dal podio. Ad imporsi è stata per la quarta volta la beniamina di casa Kaori Sakamoto, grande favorita per l’ormai prossima gara olimpica. Al secondo posto si è classificata la russa Sofya Samodelkina, che per far fronte all’esclusione della Russia dalle competizioni internazionali ha scelto di gareggiare per il Kazakistan. Ex-bambina prodigio, capace di realizzare triplo axel e salti quadrupli, dopo una lunga serie di malanni fisici, la ragazza sta ritrovando la forma fisica, presupposto utile al pieno recupero del proprio eccellente bagaglio tecnico. Nel frattempo ha costretto al terzo posto la campionessa europea di Kaunas ’24 Loena Hendrickx, che ha salvato il bronzo per soli quindici centesimi di punto da un’altra ex-bambina prodigio, ovvero la coreana Young You.