Nella foto Anastasiya Metelkina/Luka Berulava (GEO)

Quattordici anni dopo la prima occasione, la città inglese di Sheffield ha ospitato un’edizione particolarmente importante dei Campionati Europei di pattinaggio di figura, visto che hanno avuto svolgimento a meno di un mese dai Giochi Olimpici di Milano-Cortina. Sheffield, città di oltre cinquecentomila abitanti posta nella contea dello Yorkshire, ha comunque una grande tradizione nel pattinaggio, visto che è sede di produzione delle “John Wilson Blades”, prestigioso brand del pattinaggio internazionale, che si vanta di esistere dal 1696, quando al fondatore, John Wilson appunto, fu commissionato di fabbricare un paio di pattini per il re d’Inghilterra Guglielmo III.
Le competizioni hanno avuto come teatro la “Utilita Arena”, impianto costruito nel 1991 e rimodernato dopo l’edizione 2012 degli Europei, quando ancora si chiamava “Motorpoint Arena”. Situato in una zona periferica della città, il grande palazzo del ghiaccio (la sua capienza può arrivare sino a 12500 posti, ndr) è risultato comunque non così confortevole come altri impianti sede di grandi campionati ISU, apparendo piuttosto angusto nei suoi spazi per il pubblico. In assenza, si spera per l’ultima volta, degli atleti russi e bielorussi, le gare hanno mostrato un livello tecnico complessivamente modesto, segnale che l’ormai quadriennale bando dalle competizioni dei pattinatori russi ha impoverito il movimento: è pur vero che tre delle quattro medaglie d’oro assegnate sono andate ad atleti di madre lingua russa, nel dettaglio Metelkina/Berulava, Egadze e Petrokina, a testimonianza di una situazione quanto meno paradossale.
La competizione delle coppie ha visto per la prima volta dopo tre anni l’Italia giù dal podio, visto anche che i campioni europei 2023 Conti/Macii erano precauzionalmente assenti per un infortunio patito da Sara e che i campioni europei 2024 Beccari/Guarise si sono da poco separati. È così che a prevalere sono stati i citati georgiani Anastasiya Metelkina/Luka Berulava, già due volte campioni del mondo a livello junior, nonché medagliati nelle ultime due edizioni degli Europei.
Nella foto Anastasiya Metelkina/Luka Berulava (GEO)

Nastya e Luka, allievi del giovane Pavel Slyusarenko che in quel di Perm ha ereditato il compito di guidare una scuola, a suo tempo creata dai coniugi Valentina e Valery Tyukhov. I due giovani atleti hanno preso immediatamente il comando nello short program, pattinato sulle note del “Bolero” di Ravel, presentato nell’originale versione del chitarrista montenegrino Milos Karadaglić: precisi in ogni elemento, hanno saputo tenere a bada i campioni uscenti Hase/Volodin, favoriti della vigilia. Nel libero, alternato sulle musiche della colonna sonora del film francese “Le meilleur reste à venir” e su un brano del cantante canadese Jonathan Roy, la giovane coppia non è invece stata impeccabile, allorchè la Metelkina è caduta nell’esecuzione del triplo toeloop in parallelo: gli errori dei diretti rivali ha tuttavia permesso loro di mantenersi al comando, cogliendo uno storico oro per la Georgia, bissato il giorno successivo da quello di Nika Egadze fra gli uomini.
Nella foto Minerva Hase/Nikita Volodin (GER)

I tedeschi Minerva Hase/Nikita Volodin, vicecampioni del mondo, non sono riusciti a ripetere il successo dell’anno prima, mostrando di non essere al meglio della forma: nel corto, sulle note di un brano di Maxime Rodriguez, compositore molto vicino al mondo del ghiaccio, Minerva appoggiava la mano sul ghiaccio sull’arrivo del triplo salchow in parallelo, giustificando in tal modo il secondo posto della coppia in classifica. Nel libero, proposto su musiche del noto compositore anglotedesco Max Richter, gli allievi di Dimitriy Savin hanno commesso davvero troppi errori per sperare di rimontare il sia pur lieve distacco dai georgiani: dapprima Nikita era impreciso nell’arrivo del triplo toeloop, posto in sequenza con due doppi axel, e poi Minerva cadeva rovinosamente sull’arrivo del triplo loop lanciato. L’errore più grave era però quello commesso nel sollevamento finale, allorché dopo rotazioni alquanto faticose di Nikita, Minerva cadeva nella parte finale della sua discesa sul ghiaccio, così da compromettere definitivamente la possibile vittoria.
Nella foto Mariya Pavlova/Aleksey Svyatchenko (HUN)

Per la prima volta sono saliti sul podio i russi Mariya Pavlova/Aleksey Svyatchenko, pattinatori che da qualche anno rappresentano opportunisticamente l’Ungheria, visto che, per esempio, di lingua ungherese non sanno praticamente nulla. Decisamente migliorati rispetto agli anni passati, grazie anche all’utilizzo di coreografie più raffinate, hanno conquistato la medaglia di bronzo senza alcun patema, distanziando gli ottimi tedeschi Hocke/Kunkel, bronzo agli Europei 2023, di oltre quattordici punti.
Nella foto Rebecca Ghilardi/Filippo Ambrosini (ITA)

Purtroppo da subito fuori dai giochi per le medaglie sono stati gli azzurri Rebecca Ghilardi/Filippo Ambrosini, argento di citati Europei ’23 e bronzo a quelli ’24: solo settimi nello loro short sulle note di “Volare”, a causa di una caduta di Rebecca nel triplo lutz lanciato e di uno step-out di Filippo sull’arrivo del doppio axel in parallelo, hanno rimontato di una posizione nel libero nonostante varie imprecisioni, traendo anche vantaggio dal livello tecnico non particolarmente alto della competizione.
Nella foto Irma Caldara/Riccardo Maglio (ITA)

Al tredicesimo posto si sono invece piazzati gli altri azzurri Irma Caldara/Riccardo Maglio: la ,coppia formata e cresciuta dalla compianta Tiziana Pagani ed oggi seguita a Torino dalle sorelle Cristiana e Fabiana Di Natale, è riuscita quest’anno a far meglio del quindicesimo posto dello scorso anno, a testimonianza di un costante progresso, frutto di un grande lavoro in allenamento.