Lunga e tortuosa è stata la storia del pattinaggio artistico georgiano, una storia di fatto iniziata con la dissoluzione dell’Unione Sovietica e, nel dettaglio, con i Campionati Europei di Helsinki 1993, quando Bessarion Tsintsadze, dopo anni di discreti piazzamenti nei campionati nazionali sovietici, seppe piazzarsi al sedicesimo posto, unico rappresentante della nazione caucasica in quella rassegna. La Georgia balzò una prima volta agli onori delle cronache del ghiaccio grazie a Elene Gedevanishvili, pattinatrice di Tbilisi ma cresciuta agonisticamente a Mosca, che a sedici anni fu decima alle Olimpiadi di Torino 2006 e successivamente medaglia di bronzo agli Europei di Tallinn 2010 e di Sheffield 2012.
Decisiva nell’affermazione del pattinaggio georgiano è stata certamente la sempre elegantissima Mariam (Maka) Giorgobiani, presidente della federazione nazionale e potentissima figura dell’intero sport georgiano, in passato pattinatrice campionessa nazionale e successivamente allenatrice: la Giorgobiani ha compreso l’opportunità di far gareggiare pattinatori russi con origini familiari georgiane sotto i colori della sua nazione, contando sul fatto che nella nazionale russa non avrebbero trovato lo spazio giusto per emergere. È così che Moris Kvitelashvili, in Russia mai meglio che ottavo ai nazionali, sotto bandiera georgiana. fu addirittura medaglia di bronzo agli Europei di Graz 2020 e che Anastasiya Gubanova, non meglio settima in patria, da georgiana diventò campionessa europea a Espoo 2023.
Nella foto Nika Egadze (GEO)

Foto di Raniero Corbelletti
I successi russo-georgiani sono continuati come si è visto anche agli Europei di Sheffield di quest’anno, allorchè Nika Egadze ha siglato una fantastica doppietta, facendo seguito al successo di Metelkina/Berulava nelle coppie. Nika in realtà è nato in Georgia, ma in Russia si è formato dal punto di vista tecnico, affidandosi alle cure della grande Eteri Tutberidze. Ragazzo molto emotivo, il ventitreenne campione georgiano aveva già sfiorato il podio agli Europei di Tallinn, dove brillante secondo nello short, aveva buttato alle ortiche non solo un possibile titolo, ma una meritata medaglia.
A Sheffield ha invece letteralmente dominato, controllando i rivali nel corto, per poi distanziarli ampiamente nel lungo. Nello short program, pattinato sulle note di un bellissimo valzer dei “Mgzavrebi”, gruppo georgiano fondato e guidato dal carismatico Gigi Dedalamazishvili, Nika ha realizzato ottimamente i suoi salti, nel dettaglio due quadrupli, il salchow in combinazione con il triplo toeloop, e il toeloop, oltre che il triplo axel.
Il suo libero, coreografato come il corto dall’onnipresente Benoit Richaud, è stato pressochè perfetto con ben quattro quadrupli, rispettivamente due salchow in combinazione con salti tripli, un lutz e un toeloop, non lasciando in tal modo spazio alle speranze dei rivali.
Nella foto Matteo Rizzo (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti
Matteo Rizzo ha gareggiato in Inghilterra senza avere la certezza della convocazione alle Olimpiadi e ciò è stato da stimolo per una gara davvero eccellente, in cui grazie a due coreografie accattivanti, la prima sulle note di “Silverlines” di Damiano David e la seconda sulla sugggestiva colonna sonora del film di fantascienza “Interstellar”, è riuscito a salire sul podio europeo per la quarta volta, in una serie cominciata a Minsk nel 2019. Quarto nello short ma a ridosso del secondo e del terzo classificato, nel dettaglio i fratelli estoni Aleksandr e Mikhail Selevko, nel libero ha esordito con un ottimo quadruplo toeloop, cui hanno fatto seguito due tripli axel, il primo dei quali in sequenza con un doppio axel: poco importa se nella combinazione triplo lutz-euler-triplo salchow non ha completato la rotazione dell’ultimo salto, poi degradato, poichè grazie ai sempre alti punteggi dei components si è garantito il suo bellissimo argento.
Nella foto Georgiy Reshtenko (CZE)

Foto di Raniero Corbelletti
La medaglia di bronzo è andata al sorprendente ceco Georgiy Reshtenko, solo ottavo nello short. Il giovane russo di San Pietroburgo, che pattina per la Cechia dal 2017, anno in cui con la famiglia si è trasferito in quel di Praga, ha stupito tutti con il suo libero, in cui grazie anche a tre salti quadrupli ha compiuto una prodigiosa rimonta. Ai piedi del podio sono rimasti il campione europeo uscente, ovvero lo svizzero Lukas Britschgi, quarto, e il vicecampione europeo 2024, il già citato Aleksandr Selevko, quinto.
Nella foto Nikolaj Memola (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti
Le prove degli altri due azzurri sono state contrastanti: Nikolaj Memola, argento lo scorso anno a Tallinn, rientrante in gara proprio in quel di Sheffield, dopo oltre un mese di stop, seguito all’infortunio patito nella prova nazionale elitè di Pinerolo, ha colto un undicesimo posto nel complesso incoraggiante, due posizioni avanti a Daniel Grassl, attesissimo dopo il suo quarto posto nella finale del Grand Prix.
Nella foto Daniel Grassl (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti
Bistrattato nel corto da alcune “chiamate” particolarmente penalizzanti, Daniel è purtroppo incorso in un libero disastroso, caratterizzato da tre cadute, la prima sul quadruplo lutz, il secondo nel quadruplo loop e il terzo nel triplo axel: un vero peccato, perchè aveva certamente le carte in regola per conseguire non solo una medaglia ma anche il titolo europeo stesso. Ci riproverà il prossimo anno, quando gli Europei torneranno dopo ventiquattro anni a Losanna.