La gara di danza degli Europei di Sheffield è stata teatro di un’incredibile prodezza, quella realizzata da Guillaume Cizeron e dalla sua partner Laurence Fournier-Beaudry, che al primo anno di partnership hanno saputo immediatamente conquistare la medaglia d’oro, esattamente la sesta per il fuoriclasse transalpino, che aveva conquistato le prime cinque insieme alla sua storica partner Gabriella Papadakis.
Nella foto Fournier-Beaudry/Cizeron (FRA)

Nella storia della danza su ghiaccio solo una volta era accaduto che un pattinatore riuscisse in tale impresa: accadde ben 67 anni fa, nel 1959, quando il pluricampione britannico Courtney Jones, per anni a fine carriera giudice internazionale e membro della commissione ISU di settore, vinse il terzo dei suoi cinque titoli europei, il primo con la nuova partner Doreen Denny, dopo aver vinto i primi due con June Markham. Una curiosità, riguardo la Denny: nel ’61 si ritirò dalle competizioni per sposarsi con il nostro danzatore su ghiaccio Gianfranco Canepa, campione italiano nel 1960, giudice internazionale, purtroppo scomparso nel maggio scorso.
Nella foto Fournier-Beaudry/Cizeron (FRA)

Fournier-Beaudry e Cizeron hanno dominato la competizione in lungo e in largo, mostrando un’armonia e una complicità di coppia inaspettate ad inizio stagione. Ricordiamo che Laurence ha pattinato per anni con Nikolaj Sorensen, pattinatore a cui è ancora sentimentalmente legata, costretto ad abbandonare l’attività dopo una prima squalifica di sei anni, comminatagli nel 2024 in seguito all’accusa di una presunta aggressione a sfondo sessuale nei confronti di una giovane pattinatrice nel 2012.
Rimasta agonisticamente da sola, la trentatreenne canadese ha risposto all’invito del campione francese a pattinare insieme, scegliendo la strada di gareggiare per la Francia, sicura che la sua origine “quebecoise” avrebbe favorito una rapida concessione della cittadinanza francese, come poi è effettivamente avvenuto. Seguiti a Montreal da Romain Haguenauer, la coppia ha fatto immediatamente scalpore sin dalla sua prima uscita agonistica e dunque non stupisce l’esito estremamente positivo della gara di Sheffield.
Dopo una rhythm dance proposta sul noto brano di Madonna “Vogue”, nel libero la coppia ha incantato sulle note della colonna sonora di “The Whale”, un film drammatico americano a sfondo psicologico, premiato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 2022. Nonostante alcuni elementi tecnici non siano stati valutati al massimo livello, le otto valutazioni di 10 da loro ottenute nei components, rispettivamente tre per la composition e cinque per la presentation, hanno fatto la differenza, così che i nostri splendidi Guignard/Fabbri, vincitori della medaglia d’argento, sono rimasti complessivamente staccati di dodici punti.
Nella foto Charlene Guignard/Marco Fabbri (ITA)

Marco e Charlene erano reduci da un autunno complicato, visto che dopo vari anni non si erano qualificati per la Finale del Grand Prix: tuttavia il successo conseguito a Zagabria nel Golden Spin e l’ottavo titolo nazionale vinto a Bergamo avevano ridato loro fiducia, quella risultata determinante a Sheffield. Terzi dopo la prima giornata, alle spalle dei beniamini di casa Fear/Gibson, grazie ad un emozionante libero sulle note della colonna sonora del film “Diamanti”, finalmente gratificati dai giudici, hanno rimontato i rivali: del resto i britannici erano stati imprecisi nell’esecuzione dei twizzles e comunque valutati inferiori nei components. Meritata dunque la loro medaglia d’argento, arrivata sì dopo tre titoli europei consecutivi, ma alle spalle di una coppia straordinaria come quella francese.
Nella foto Lilah Fear/Lewis Gibson (GBR)

Giù dal podio sono dunque rimasti i vicecampioni europei della passata stagione, Yevgeniya Loparyova e Geoffrey Brissaud, apparsi in ripresa dopo un inizio di stagione anche per loro problematico, essendosi trovati improvvisamente ad essere “seconda coppia” francese, dopo tanta fatica profusa per giungere al vertice. Quinti sono stati invece i lituani Allison Reed/Saulius Ambrulevicius, molto migliorati rispetto al passato, ma qui sostanzialmente graziati dal pannello tecnico che, nella sequenza coroegrafica finale, non ha riconosciuto loro un appoggio del ginocchio sul ghiaccio, frutto di un evidente disequilibrio di Allison, come una caduta. Decisamente avrebbero meritato di essere loro davanti i georgiani Davis/Smolkin, alla fine sesti, davanti agli spagnoli Smart/Dieck e ai rientranti finlandesi Turkkila/Versluis.
Nella foto Victoria Manni/Carlo Roethlisberger (SUI)
