Il campionato europeo di più basso livello tecnico degli ultimi anni ha ha visto trionfare per il secondo anno consecutivo Nina Petrokina, o Petrykina come andrebbe correttamente scritto, la ventiduenne estone che ha dunque dimostrato di non essere stata lo scorso anno la carneade di turno. Dubbi al riguardo in realtà non erano mancati, visto che la ventunenne di Tallinn aveva faticosamente iniziato la sua stagione agonistica, complice un serio infortunio.

Nella foto Nina Petrokina (EST)

Foto di Raniero Corbelletti

Diversamente a Sheffield è stata pressoché perfetta, non lasciando spazio alle rivali grazie a due programmi correttamente eseguiti, il corto sulle note di “Criminal Tango” e il libero sulle note delle colonne sonore tratte dalla saga del film “Dune”. L’allieva di Svetlana Varnavskaya, ex-pattinatrice nota con il nome da nubile di Kulichenko, nello short ha eseguito il triplo lutz in combinazione con il triplo toeloop, mentre il suo triplo flip è apparso realizzato con un dubbio filo d’entrata.

Nella foto Nina Petrokina (EST)

Foto di Raniero Corbelletti

Nel libero, dopo un’ottima combinazione iniziale doppio axel-triplo toeloop, Nina ha realizzato due tripli lutz e due tripli flip e, in particolare, il suo secondo lutz è stato proposto in sequenza con un doppio axel e un doppio toeloop. Per la pattinatrice estone, appartenente come i fratelli Selevko alla numerosissima comunità russa del suo paese, si è dunque trattato di un successo rigenerante, che la pone tra le favorite in sede olimpica.

Nella foto Loena Hendrickx (BEL)

Foto di Raniero Corbelletti

Alle sue spalle è stata la Hendrickx ad aggiudicarsi la medaglia d’argento, anche lei al rientro dopo una stagione sostanzialmente al palo, a causa di un infortunio all’anca che ha necessitato di un intervento chirurgico nel febbraio 2025 per poter essere risolto. Molto sostenuta dai giudici a livello di components nello short, a fronte di una brutta caduta nel triplo flip iniziale e di una combinazione triplo lutz-triplo toeloop, viziata dall’arrivo sul quarto nel lutz e da una sottorotazione del toeloop, nel libero si è indubbiamente ripresa con la sua interpretazione del brano della cantante israeliana Yasmin Levy, “La Alegria”, pattinando il terzo libero di giornata, utile ad issarla sul podio, davanti alla nostra Lara Gutmann.

Nella foto Lara Gutmann (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

La pattinatrice trentina ha confermato il grande salto di qualità operato in stagione, riuscendo a salire sul podio in una gara molto equilibrata, che l’ha vista cogliere una storica medaglia di bronzo, nonostante i suoi due bellissimi programmi non siano stati i migliori pattinati in stagione. Lara è dunque entrata nel cosiddetto “olimpo” del pattinaggio italiano, dove oltre a Carolina Kostner, si collocano due storiche pattinatrici azzurre, la compianta Rita Trapanese e l’italoamericana Susanna Driano, medagliate negli anni settanta. Quarta nel corto, quest’anno pattinato sulla colonna sonora della serie televisiva “La Legge di Lidia Poët”, a causa di una combinazione ridotta a triplo toeloop-doppio toeloop e di un triplo lutz impreciso nel suo arrivo e incerto nel filo d’entrata, Lara ha ripetuto il suo piazzamento nel libero, dove nonostante varie imprecisioni ha contenuto il ritorno di Anastasiya Gubanova, seconda nel segmento ma solo undicesima nello short. Del resto la sua coreografia sulle musiche dello storico film di Steven Spielberg “Lo Squalo”, ha fatto letteralmente il giro del mondo, segnalandosi per la sua originalità e per l’interpretazione brillante della nostra atleta.

Nella foto Anna Pezzetta (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Grandi speranze aveva suscitato nel corto il terzo posto di Anna Pezzetta, che a causa anche di cattive condizioni fisiche, non è poi riuscita nel libero a difendere il suo brillante piazzamento, chiudendo all’ottavo posto. Meglio di lei ha fatto Sarina Joos, la pattinatrice italosvizzera che nel 2024 era stata non solo campionessa italiana ma si era classificata sesta agli Europei di Kaunas. La diciannovenne azzurra, dopo una stagione di totale eclissi a causa di seri problemi fisici, si è ripresentata in ottima forma quest’anno, eguagliando con merito il suo piazzamento europeo di due anni fa, grazie a un ottimo quinto libero: pattinando sul tema della colonna sonora della serie televisiva “I Medici”, ha completato con successo fra gli altri, un elemento di grande pregio, quale la sequenza triplo lutz-doppio axel-doppio toeloop, mostrando in generale di aver lavorato molto sul completamento della rotazione dei suoi salti, spesso in passato penalizzati.

Nella foto Sarina Joos (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Da segnalare che in gara vi era un’altra azzurra, Lucrezia Gennaro, in passato diciannovesima agli Europei di Minsk 2019, oggi in gara sotto i colori della Grecia e trentaseiesima. La pattinatrice veneta, di stanza a Padova ed allenata dalla bulgara Ludmila Mladenova, è una degli ormai numerosi pattinatori italiani che scelgono di gareggiare per colori stranieri al fine di poter partecipare alle grandi rassegne internazionali, cui da “italiani” avrebbero difficoltà ad accedere.

È così che tra gli uomini Jari Kessler, ventinovenne trentino con base di allenamento al Forum, gareggiando per la Croazia è stato ottimo quattordicesimo, miglior piazzamento in cinque partecipazioni europee; il trentatreenne Maurizio Zandron, pattinatore di Bolzano che per quattro volte è stato bronzo ai Nazionali tra il 2013 e il 2018, pattinando per l’Austria ha concluso invece al diciassettesimo posto, lui che è stato undicesimo agli Europei di Espoo nel 2023.

Infine nelle coppie la ventitreenne Anna Valesi gareggiando per la Cechia con Martin Bidar si è piazzata al nono posto, mentre il suo ex-partner Manuel Piazza, ventisei anni, si è classificato per l’Islanda all’undicesimo insieme a Julia Gunnarsdottir.