Nella foto Emilea Zingas/Vadym Kolesnik (USA) – Foto di Alberto Ponti

Orfana, nella sostanza, dei migliori binomi statunitensi e canadesi, la gara di danza dei Four Continents non è sfuggita alla coppia rivelazione della stagione, ovvero quella formata da Emilea Zingas e Vadym Kolesnik. Ventiquattro anni lei, venticinque lui, i due americani sono allievi di quel grande allenatore che risponde al nome di Igor Shpilband, in un recente passato dominatore della scena della danza mondiale, grazie a coppie come Virtue/Moir e Davis/White, da lui allenate e portate al successo e soprattutto al podio olimpico.
Nella foto Emilea Zingas/Vadym Kolesnik (USA)

Foto di Alberto Ponti
Ricordiamo che Shpilband, ex-pattinatore russo che, al tempo dell’Unione Sovietica, arrivò negli Stati Uniti per alcune esibizioni, decidendo poi di non rientrare in patria, chiedendo dunque asilo politico, fu campione del mondo juniores nel 1983 in coppia con Tatyana Gladkova: ora, insieme a un’altra ex-campionessa del calibro di Natalya Annenko, argento agli Europei del 1988 in coppia con Genrikh Sretenskiy, sta crescendo nel modo migliore Emilea e Vadym, che in pochi anni stanno letteralmente bruciando le tappe.
Emilea, infatti, proviene dal pattinaggio artistico in singolo, ambito in cui, grazie alle origini della propria famiglia, ha gareggiato sotto i colori di Cipro, mancando di un soffio la qualificazione alle Olimpiadi di Pechino. Delusa da quello che per lei è stato un grande insuccesso, ha poi deciso di dedicarsi alla danza, trovando un partner eccellente in Vadym, pattinatore ucraino capace nel 2020 di vincere i mondiali juniores in coppia con Avonley Nguyen. Zingas e Kolesnik hanno dominato in lungo e in largo la competizione, confermando i valori acquisiti nel corso di una stagione che li ha visti approdare alla finale del Grand Prix di Nagoya (sesti, ndr), dopo il secondo posto alla Cup of China e il terzo al Finlandia Trophy.
Nella foto Emilea Zingas/Vadym Kolesnik (USA)

Foto di Alberto Ponti
Convincenti in entrambi i segmenti di gara hanno impressionato soprattutto nella danza libera, dove hanno pattinato su una splendida coreografia dell’onnipresente Benoit Richaud, incentrata sulle musiche del balletto di Prokofyev “Romeo e Giulietta”. Gli Stati Uniti hanno comunque gioito anche per l’argento di Caroline Green e Michael Parsons e per il bronzo dei fratelli Oona e Gage Brown.
Caroline e Michael hanno cercato di ripetere il loro successo di quattro anni fa, allorché seppero imporsi nell’atipica edizione preolimpica del 2022, che si svolse in Europa, sul ghiaccio di Tallinn, nella fase finale della pandemia di Covid. Allievi a Cleveland del campione olimpico 2014 Charlie White e di sua moglie Tanith Belbin, vicecampionessa olimpica a Torino 2006, in un team di tecnici comprendente anche Greg Zuerlein, campione del mondo junior 2009 insieme alla grande Madison Chock, i due americani hanno confermato il loro talento, sempre accompagnato da un’indubbia originalità nelle proprie coreografie. Oona Brown e Gage Brown hanno meritato la loro medaglia di bronzo, grazie anche al secondo posto nel libero, pattinato sulle note della colonna sonora de “Il Padrino” di Nino Rota. Campioni del mondo juniores a Tallinn nel 2022, membri della potentissima scuola di Montreal, i due fratelli newyorkesi hanno lasciato giù dal podio i compagni di allenamento canadesi Alicia Fabbri/Paul Ayer, chiamati nell’occasione a tenere alto il vessillo di una danza, quella canadese, almeno in quel di Pechino apparsa in difficoltà.
Nella foto Emilea Zingas/Vadym Kolesnik (USA)

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