Arrivo sul filo di lana nella prova maschile dei Four Continents di Pechino, visto che il giapponese Kao Miura si è imposto con grande fatica, lasciando a soli undici centesimi di punto il coreano Junhwan Cha, che nella competizione intercontinentale si era imposto già nel 2022 a Tallinn. Il ventunennne nipponico, campione del mondo junior nel 2023 in quel di Calgary, anno in cui ottenne il suo primo oro ai Four Continents nell’edizione di Colorado Springs, ha costruito il suo successo grazie ad un ottimo programma corto, in cui grazie ai suoi corretti quadrupli si è issato al vertice della classifica, posizione dalla quale non è stato scalzato pur di fronte ad alcune imprecisioni nel libero.
Nel suo programma sulle famose note de “Gli Ombrelli di Cherbourg”, splendida colonna sonora che Michel Legrand compose per il noto film francese degli anni Sessanta, l’allievo di Noriko Sato in quel di Yokohama ha saputo conservare il suo primato, garantendosi in tal modo la qualificazione olimpica. Buon per lui, comunque, che il coreano Junhwan Cha, sesto nel corto, avesse un ritardo di dieci punti, frutto soprattutto della sua caduta nel triplo loop, seguito in combinazione a un triplo lutz. Cha, vicecampione del mondo a Saitama nel 2023, nonché oro ai Giochi Asiatici di Harbin lo scorso anno, ha sfiorato l’impresa nel libero in cui, riproponendo il suo programma dello scorso anno sulle bellissime musiche di “Balada Para un Loco” di Astor Piazzolla, intonate nell’occasione dalla famosa cantante italiana Milva.
Foto di Junhwan Cha (KOR)

Il venticinquenne di Seoul ha dunque meritato la medaglia d’argento, impedendo una tripletta, quella giapponese, che dopo il corto sembrava cosa fatta. Il bronzo era comunque appannaggio di Sota Yamamoto, ormai ventiseienne, medaglia d’oro ai Giochi Olimpici Giovanili di Lillehammer nel 2016. Cresciuto alle spalle di fuoriclasse come Yuzuru Hanyu e Shoma Uno, nel momento di fare un decisivo salto di qualità si è trovato di fronte nuovi grandi talenti come Kagiyama e Sato, finendo dunque sempre nelle retrovie. Oro alle Universiadi di Lake Placid nel 2023, Sota ha conquistato meritatamente il bronzo, grazie a due coreografie classiche, la prima su “Yesterday” dei Beatles e la seconda su “Allelujah” di Leonard Cohen.
Foto di Sota Yamamoto (JPN)

Quarto è stato un altro veterano nipponico, quel Kazuki Tomono, considerato da molti, giustamente, un vero artista del ghiaccio. Ventotto anni, argento ai Four Continents del 2022, Kazuki ha proposto due coreografie che l’indimenticato Misha Ge, pattinatore cino-russo, battente bandiera uzbeka, ha confezionato per lui, fra le quali spicca certamente quella meravigliosa del libero sulle note di “Halston”, complesso brano strumentale del compositore canadese Stephan Moccio. Tomono quarto, ha relegato al quinto posto il campione uscente kazako Mikhail Shaidorov, apparso in un giustificato ritardo di forma, visto l’imminente impegno olimpico. Nel complesso la gara è stata decisamente la più interessante degli interi campionati e le assenze di Malinin, Kagiyama e Sato non hanno penalizzato il livello tecnico della manifestazione.
Foto di Sota Yamamoto (JPN)
