In assenza delle coppie più forti al mondo, nel dettaglio Mishina/Gallyamov e Boykova/Koslovskiy, esclusi dai Giochi per i noti problemi politici, la competizione delle coppie di artistico delle Olimpiadi di Milano-Cortina sembrava dover essere particolarmente equilibrata, essendo le migliori coppie in lizza attestate su un livello tecnico molto simile. E così è stato in quanto la gara, almeno nello short, ha visto le migliori coppie separate da pochi punti, a segnalare distacchi contenuti facilmente colmabili nel libero.
Nella foto Riku Miura/Ryuichi Kihara (JPN)

Tutto ciò si è puntualmente verificato, allorché i due volte campioni del mondo Riku Miura e Ryuichi Kihara si sono prodotti in un libero altamente spettacolare che non ha lasciato scampo ai rivali. I due pattinatori nipponici hanno dunque raccolto l’oro in una specialità dove nei fatti il paese del Sol Levante non ha sostanzialmente tradizione: prima della formazione di questa coppia e dei suoi successi, aveva infatti raccolto poco a livello internazionale, nel dettaglio una medaglia di bronzo ai Mondiali di Nizza 2012, conquistata dalla giapponese Narumi Takahashi e dal pattinatore canadese Mervin Tran, coppia la cui parabola agonistica è stata comunque breve.
Nella foto Riku Miura/Ryuichi Kihara (JPN)

Riku e Ryuichi, che con quella coppia hanno in comune l’allenatore Bruno Marcotte, ex-pattinatore canadese, marito di Meagan Duhamel, due volte campionessa del mondo nel 2015 e nel 2016 e vicecampionessa olimpica 2018 insieme a Eric Radford, avevano iniziato la competizione in salita, complice anche il grave errore che il campione giapponese commetteva nel sollevamento, gravemente collassato. Dunque solo quinti al giro di boa, ma determinati a giocarsi il tutto per tutto nel libero, i due giapponesi hanno come detto eseguito un programma perfetto, costruito sulle note della colonna sonora del film “Il Gladiatore”: potenti e velocissimi sul ghiaccio e precisi nell’esecuzione dei salti, in particolare nei lanciati, sono stati ampiamente premiati dai giudici, che hanno loro perdonato difetti cronici, quali l’esecuzione non ottimale del triplo twist e soprattutto la distanza eccessiva tra i partner nell’esecuzione dei salti in parallelo.
Nella foto Anastasiya Metelkina/Luka Berulava (GEO)

Ciò detto, nessun dubbio che la coppia asiatica sia stata la migliore, meritando una vittoria conseguita ai danni dei georgiani Anastasiya Metelkina/Luka Berulava. I due pattinatori russi battenti bandiera del paese caucasico in ragione delle origini paterne di Luka, hanno confermato il loro valore e il loro salto di qualità, realizzato grazie al duro lavoro fatto sotto la guida di Pavel Slusarenko, ex-pattinatore che ha raccolto l’eredità tecnica dei coniugi Tyukov nella scuola di Perm, vera e propria fucina di campioni della specialità. Ventunenne Nastya, originaria di Vladimir, antica città del cosiddetto “anello d’oro”, ventitrè anni Luka, nato in quel di Mosca, I due erano stati particolarmente efficaci nello short, chiuso però al secondo posto a causa di uno step-out della Metelkina sull’arrivo del triplo flip lanciato. Nel libero, a parte un’analoga incertezza questa volta sull’arrivo del triplo loop lanciato, hanno alla fine conquistato una storica medaglia d’argento, che la Georgia ha incamerato grazie anche all’efficace lavoro organizzativo e “diplomatico” messo in atto dalla sempre elegantissima Mariam Giorgobiani, potentissima presidente della federazione georgiana.
Nella foto Rebecca Hase/Nikita Volodin (GER)

La medaglia di bronzo è andata ai tedeschi Minerva Hase/Nikita Volodin, coppia allieva di Fyodor Klimov, campione olimpico a squadre, nonché medaglia d’argento insieme alla sua splendida partner Kseniya Stolbova alle Olimpiadi 2014. Klimov in realtà lavora in collaborazione con Dmitriy Savin, tecnico che un tempo “aiutante” della famosa Nina Mozer, sta ora costruendo una propria scuola autonoma. Primi dopo uno splendido short program, eseguito sulle note di una particolare versione del “Bolero” di Ravel, nel libero hanno pattinato sottotono, commettendo molti errori, che tuttavia non hanno pregiudicato la loro medaglia, visto che i russo-ungheresi Pavlova/Svyatchenko non hanno potuto, pur sopravanzandoli nel segmento, completare la rimonta ai loro danni.
Nella foto Sara Conti/Niccolò Macii (ITA)

Peccato che di questi errori non abbiano approfittato i nostri Sara Conti/Nicolò Macii, alla fine sesti, alle spalle dei campioni olimpici uscenti, i cinesi Sui/Han. Purtroppo la coppia di Barbara Luoni non ha pattinato al meglio il proprio short program, in cui probabilmente ha pagato fisicamente le fatiche della prova a squadre: non va inoltre dimenticato che Sara per essere alle Olimpiadi ha fatto miracoli, recuperando da un serio infortunio al ginocchio, patito in sede di campionato italiano. Un libero generoso e complessivamente corretto ha permesso loro di rimontare dall’ottavo al sesto posto, un piazzamento eccellente che eguaglia il miglior risultato mai conseguito da una coppia italiana alle Olimpiadi, ovvero il sesto posto di Valentina Marchei e Ondrej Hotarek a Pyeongchang 2018. Ottima è stata anche la prova di Rebecca Ghilardi e Filippo Ambrosini, alla fine dodicesimi, un posto più su rispetto al piazzamento conseguito alle Olimpiadi di Pechino 2022.
Nella foto Rebecca Ghilardi/Filippo Ambrosini (ITA)
