La parabola agonistica di Kaori Sakamoto si è conclusa nel migliore dei modi in quel di Praga dove, nel corso dei Campionati del Mondo, ha colto la quarta corona iridata, entrando dunque in un ipotetico olimpo del pattinaggio mondiale. L’allieva di Sonoko Tanaka non ha tradito le attese di chi la voleva in cerca di rivincite dopo l’argento olimpico in quel di Milano-Cortina, dove si era dovuta inchinare allo stato di grazia di Alysa Liu.

Nella foto Kaori Sakamoto (JPN)

Foto di Raniero Corbelletti

La sua vittoria è stata limpida, insidiata solo nello short dalla valida prova di Mone Chiba, anch’essa in cerca di rivincite. È così che la Sakamoto ha concluso in gloria una carriera certamente fortunata, visto che tutti i suoi successi sono venuti in una fase in cui le formidabili pattinatrici russe, fino al 2022 dominanti, sono state ingiustamente estromesse dalle competizioni: ci fossero state queste ultime, la giapponese avrebbe vinto ugualmente così tanto? La domanda non è pleonastica, ma legittima, poiché non è solo il valore delle avversarie a risultare determinante nella risposta, ma lo è anche la matematica: sì, perché considerando il valore in termini di punteggio dei salti quadrupli, la nipponica, con i suoi tripli lutz, spesso incerti nel filo d’entrata, e i suoi tripli flip, poco avrebbe potuto contro la forza d’urto costituita dalle prodezze tecniche delle russe, quanto meno in termini di vittoria.

Detto questo Kaori è un’ottima pattinatrice, dalla qualità di pattinaggio davvero eccellente, con caratteristiche fisiche e interpretative che in termini assoluti le fanno preferire molte pattinatrici di un più o meno recente passato. Già prima nello suo short pattinato sulle note dell’inflazionato “Time To Say Goodbye”, ha come detto respinto, grazie ai suoi components, le velleità della Chiba, entusiasmante nella sua versione del brano di Donna Summer “Last Dance”.

Nella foto Mone Chiba (JPN)

Foto di Raniero Corbelletti

Nel libero, costruito su brani del più classico repertorio della musica leggera francese, la Sakamoto non ha nemmeno avuto bisogno di proporre due tripli lutz o due combinazioni di due tripli, riuscendo comunque in due tripli flip, il secondo in combinazione con un triplo toeloop, e in una combinazione doppio axel-triplo toeloop-doppio toeloop. Nessun dubbio sulla sua vittoria, in ragione anche di un errore della Chiba nella sua combinazione triplo lutz-doppio toeloop-doppio loop. D’altra parte tutto è sembrato già scritto, anche perché l’attesa statunitense Amber Glenn, terza dopo lo short, comprometteva una possibile medaglia con il nono libero di giornata, conseguenza di molti arrivi precari nei salti e di un triplo loop risoltosi in singolo.

Nella foto Nina Pinzarrone (BEL)

Foto di Raniero Corbelletti

È così che la medaglia di bronzo è andata alla pattinatrice italobelga Nina Pinzarrone, già due volte bronzo ai campionati europei (2024 e 2025), ma spesso, in tempi recenti, penalizzata da arrivi nei salti incompleti di rotazione: la presenza nel pannello tecnico di Praga della belga Annemie de Preter, deve aver “rassicurato” la diciannovenne di Bruxelles, che dal quinto posto dello short è risalita sino al terzo finale, così da assicurare al Belgio un’altra medaglia mondiale nel settore femminile, dopo le due di Loena Hendrickx, ovvero l’argento di Montpellier 2022 e il bronzo di Saitama 2023. La Pinzarrone ha pattinato davvero molto bene in terra boema, soprattutto nel suo libero, coreografato dall’onnipresente Benoit Richaud sulle note del bellissimo e non facile da interpretare “Notturno, Un rève” di Eric Christian.

Nella foto Lara Gutmann (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

La gara femminile ha riservato all’Italia la maggiore soddisfazione dell’intera rassegna, grazie allo splendido quinto posto di Lara Gutmann: esaltata dal bronzo olimpico nella prova a squadre di Milano-Cortina, la trentina ha disputato una grande competizione sfoggiando due programmi, ormai divenuti iconici, visto anche l’accoglienza loro riservata dai fans. Ricordiamo che nella storia del pattinaggio italiano solo tre pattinatrici erano riuscite ad entrare fra le prime cinque del mondo, a partire dalla compianta Rita Trapanese nel 1971 (quinta), passando attraverso il bronzo di Susanna Driano nel 1978, per giungere poi agli straordinari risultati più recenti di Carolina Kostner, campionessa del mondo a Nizza nel 2012. Un traguardo dunque notevole per l’azzurra, sapientemente guidata ai vertici dall’ottimo Gabriele Minchio e già proiettata su una stagione, quella 2027, dove è attesa a un ulteriore salto di qualità.

Nella foto Lara Gutmann (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti