La stagione internazionale del pattinaggio a rotelle ha preso effettivo avvio con quella che da quest’anno è divenuta l’Artistic World Cup, circuito di gare internazionale “vagamente” ispirato al Grand Prix del pattinaggio su ghiaccio, articolato quest’anno in due tappe di qualificazione e in una finale. Pur di fronte a un regolamento di accesso alla finale non chiarissimo, visto che la stessa sarà poi preceduta da una competizione di qualificazione a partecipazione ristretta detta “Last Chance”, la Coppa del Mondo ha avuto negli anni il grande merito non solo di “allungare” una stagione, quella delle rotelle, spesso troppo corta, ma anche di aumentare l’attenzione degli appassionati del settore, improvvisamente informati con inattesa tempestività delle prodezze dei pattinatori e delle novità da loro proposte in termini tecnici e artistici.
Nella foto Madalena Costa (POR)

A dare lustro all’Artistic World Cup sin dall’inizio è stata la grande fuoriclasse del pattinaggio mondiale, ovvero Madalena Costa, la diciassettenne portoghese che lo scorso anno si è laureata campionessa del mondo assoluta. In questa stagione la Costa ha deciso di prendere parte ad entrambe le tappe di qualificazione, segno di una presa di consapevolezza da parte sua, di dover rappresentare con il suo enorme talento l’intero movimento mondiale. È così che la pattinatrice originaria delle Azzorre è scesa con piacere sulla pista del funzionale Parque Olimpico de la Juventud di Buenos Aires, una delle culle del rotellismo mondiale, che in questa stagione vivrà la sua festa più grande nel vicino Paraguay, ad Asuncion, altro centro tradizionalmente votato al pattinaggio. Con in pista la portoghese per le altre non c’è stata alcuna possibilità visto che nel totale il distacco da lei inflitto alla seconda classificata è stato di oltre cento punti. D’altra parte in terra argentina Madalena Costa ha avuto modo non solo di testare la propria forma, ma di mostrare al pubblico e agli addetti ai lavori i propri nuovi programmi di gara, completamente diversi da quelli della scorsa stagione. Se dal punto di vista tecnico Madalena ha mostrato qualche inconsueta incertezza, sul lato artistico i programmi non hanno particolarmente convinto, posto che far meglio dei due programmi-gioiello dell’anno passato era veramente difficile. Tuttavia le stesse scelte musicali operate quest’anno non sono sembrate convincenti e in particolare quella del libero è apparsa poco confacente alle sue caratteristiche.
Nella foto Madalena Costa (POR)

Nel corto la sua scelta è caduta quest’anno su musiche tratte dal repertorio del folklore messicano, in particolare su brani cantati dalla nota Rosy Arango, sulle note dei quali ha proposto dapprima la combinazione triplo flip-triplo toeloop-doppio loop, per poi proseguire con uno splendido triplo lutz e con un doppio axel, incerto sull’arrivo ma completo nella rotazione: una sequenza di passi di livello tre e due splendide trottole hanno completato le richieste tecniche proprie del segmento di gara, concluso con un punteggio per lei assolutamente ordinario di 91.74, penalizzato di mezzo punto per un’uscita parziale dall’area della pista.
Se nel complesso il corto ha soddisfatto le attese, la stessa cosa non si può dire del libero, coreografato sulle musiche di una cantante di fado portoghese, Simone de Oliveira, anziana interprete poco conosciuta fuori dai confini del suo paese: i brani della cantante oggi ottantottenne sono sembrati del tutto slegati dalla personalità della giovanissima pattinatrice, poco a suo agio nel ruolo di una diva al tramonto della propria carriera. La scelta poi di iniziare il programma con la lunga sequenza di passi (circa 30 secondi), ha reso lento il programma, mortificando la velocità e la leggerezza proprie del suo pattinaggio. Successivamente alla sequenza, la Costa proponeva la combinazione triplo lutz-triplo toeloop e, con scarso successo, quella triplo flip-triplo toeloop, visto l’inopinata caduta sul secondo salto, peraltro sottoruotato. Una sequenza molto bella triplo flip-euler-triplo salchow e un doppio axel perfettamente eseguiti, oltre che a trottole combinate di altissimo livello, completavano il suo programma, che anche a causa di un salto non eseguito e della caduta citata, le regalava un parziale di 146.51, venti punti al di sotto del suo record del mondo.
Nella foto Laura Olympio (BRA)

Se per la Costa molto è da rivedere, già a buon livello è apparsa alle sue spalle la brasiliana Laura Olympio, nona ai Mondiali di Pechino lo scorso anno, nonché campionessa nazionale nelle ultime due stagioni. Seconda nello short program con il nuovo record nazionale, fissato a un valido 61.12, la Olympio ha proposto lo stesso programma dello scorso anno, sulle note del brano “La Despedida” della famosa cantante cilena Cami: dopo una combinazione doppio axel-doppio toeloop-loop, la brasiliana completava il triplo salchow con un leggero appoggio della mano sulla pista e un secondo doppio axel. La ventunenne allieva di Carlos Eduardo Paiva conservava la sua posizione con un programma libero coreograficamente molto originale, iniziato sulle note della colonna sonora della serie televisiva “Malala”, per poi passare al brano di un compositore turco Toygan Isikli e per chiudere con le melodie del noto musicista taiwanese Jay Chou. Nonostante quattro cadute che le sono valse il quarto libero di giornata, la Olympio ha tenuto a distanza l’argentina Lola Fernandez, solo quinta nel corto ma seconda nel libero, dove sulle musiche di “Indigene”, brano del compositore francese dedito al pattinaggio Maxime Rodriguez, pur con due cadute, su un triplo salchow e su un doppio axel, ha completato un’ottima rimonta. Terza in entrambi i segmenti di gara, ma quarta alla fine è stata la rediviva Bianca Ameixeiro, ventottenne di lunga milizia anche nella solo-dance, già medaglia d’argento ai Giochi Panamericani di Santiago del 2023.
Nella foto Lola Fernandez (ARG)
