Se nel settore maschile il confronto Italia-Spagna si è risolto a favore degli iberici con un umiliante verdetto di “4-0”, visto che tutti i loro quattro rappresentanti hanno fatto meglio degli azzurri, ecco che nel settore delle coppie il risultato si è completamente ribaltato, allorché tutto il quartetto delle coppie azzurre ha fatto meglio di quello spagnolo. Certo, la situazione è molto diversa, poiché se è vero che in Italia la tradizione di competenza tecnica e la passione autentica per la specialità sono state così grandi da averla di fatto sopravvivere a livello mondiale anche a fronte di pochissimi praticanti, in Spagna una programmazione specifica di lavoro nel settore è stata avviata da pochissimo tempo, tanto che le coppie spagnole al momento hanno fatto la loro comparsa a livello internazionale solo a livello europeo ma mai a livello mondiale.

La gara di Garmisch ha visto in lizza solo coppie italiane e spagnole, ma il fatto che nel complesso fossero otto ha rincuorato gli appassionati, già confortati dalla presenza nella tappa di Buenos Aires di sei coppie: non dimentichiamo che il 2025 è stato quello che in latino si definisce “annus horribilis”, se è vero che ai Mondiali di Pechino gareggiarono solo quattro coppie e che agli Europei di Trieste furono solo tre i binomi a scendere in pista.

Nella foto Micol Mills/Tommaso Cortini (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

A trionfare nell’evento tedesco sono stati i campioni del mondo Micol Mills/Tommaso Cortini, che lo scorso anno hanno ereditato lo scettro iridato dai compagni di squadra Alice Esposito/Federico Rossi, campioni mondiali per due anni. Gli allievi di Cristina Pelli e Patrick Venerucci hanno vinto senza alcun patema, mostrando al momento una superiorità che nemmeno lo scorso anno era stata così ampia. Nello short program, dove i riminesi si sono nuovamente esibiti, a dir la verità con maggior consapevolezza interpretativa, sul brano di Arisa “Canta Ancora”, l’unica imprecisione significativa rilevata è stata quella di Tommaso sull’arrivo del doppio axel in parallelo, allorché con la mano toccava la pista: uno splendido triplo loop lanciato, una bella spirale della morte esterno-indietro di livello quattro e sollevamenti spettacolari e veloci nella loro esecuzione, consegnavano loro un vantaggio di tredici punti sui diretti avversari, ponendo in tal modo una seria ipoteca in termini di vittoria finale.

Nella foto Micol Mills/Tommaso Cortini (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Vittoria che non mancava di arrivare in un libero decisamente più “faticoso” per loro, pattinato su un tema, quello di Dracula, peraltro non sempre chiaramente evidente in una sorta di patchwork coreografico, ricco di numerose musiche, scelte appositamente per svilupparlo: Micol in effetti cadeva in un doppio axel in parallelo, ridottosi a semplice, mentre Tommaso cadeva in successione al lancio di Micol nell’effettuazione del doppio flip lanciato. Di livello quattro tutti e tre i bellissimi sollevamenti e la spirale della morte interno-avanti, ancora ampio e tecnicamente perfetto il triplo loop lanciato, i campioni del mondo confermavano complessivamente la loro superiorità, ma nel punteggio tecnico del segmento finivano per essere superati dai giovani rivali Angelica Polli/José Enrico Inglese.

Nella foto Angelica Polli/José Enrico Inglese (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Campioni del mondo juniores a Rimini nel 2024, ma già medaglia d’argento a quelli assoluti di Pechino lo scorso anno, i due pattinatori, anche loro allievi del leggendario binomio Pelli/Venerucci, hanno mostrato tutto il loro talento, meritandosi una medaglia d’argento mai in realtà in discussione. Sulle note di un medley di brani del grande Michael Jackson, nello short Angelica e José hanno pattinato con grande velocità, eseguendo bene il triplo salchow in parallelo, prima però di incorrere in un grave errore con la caduta di Angelica sull’arrivo del triplo loop lanciato. Nel libero, su musiche in parte tratte dal musical russo “Anna Karenina”, ripetevano con successo il triplo salchow in parallelo e purtroppo anche la caduta nel triplo loop lanciato: la buona esecuzione degli altri elementi li vedeva comunque secondi nel segmento a quattro punti da Mills/Cortini e conseguentemente ancora secondi con ampio margine nella classifica finale.

Nella foto Gloria Di Bella/Alessandro Bozzini (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Il podio era completato da Gloria Di Bella e Alessandro Bozzini, reduci dal successo nella tappa di Buenos Aires: solo quarti nel corto, penalizzati soprattutto dalla caduta iniziale nel triplo loop lanciato, Gloria e Alessandro avevano comunque ben impressionato dal punto di vista artistico, grazie ad una coreografia accattivante nelle nuances proposte e omogenea nella scelta musicale, basata su brani del pianista italiano Alberto Giurioli. Anche nel libero la scelta di esibirsi su brani del compositore francese Fabrice Aboulker ha decisamente pagato: dopo aver eseguito molto bene il triplo loop lanciato e il doppio axel in singolo, i due azzurri commettevano un unico grave errore, allorché Gloria cadeva nel doppio toeloop seguito in combinazione al doppio loop.

Era l’unica incertezza, tanto che il loro punteggio permetteva il pieno recupero su Anna Sartori e Andrea Di Punzio, terzi nel loro short su musiche degli Audiomachine, nonostante la caduta anche da parte loro nel triplo loop lanciato. Nel libero, la coppia veneta, sesta ai Nazionali del 2024, ma assente a quelli dello scorso anno, ha perso la propria posizione sul podio in ragione di alcuni errori, come lo step-out di Anna sull’arrivo del triplo loop lanciato e il tocco della mano sulla pista in arrivo al doppio loop in parallelo: fatale è stata comunque la loro spirale della morte, classificata come “no value”, non avendo mostrato i due atleti i requisiti base per il riconoscimento dell’elemento. Tra le coppie spagnole la migliore è stata quella proveniente dalle isole Canarie, ovvero Adsebuma Mejias/Miguel Prieto, capaci del record nazionale nello short, ma d’altra parte la coppia “gallega” dei fratelli Marta e Adrian Blanco, recentemente laureatisi campioni nazionali, è sembrata essere più promettente sia in termini tecnici che in termini artistici.