In assenza dei pattinatori spagnoli, attualmente dominatori della specialità, assente anche il portoghese Diogo Craveiro, recentemente passato al pattinaggio su ghiaccio, la gara maschile della semifinale argentina dell’Artistic World Cup si è risolta in una sorta di campionato sudamericano, dove ancora una volta si sono fronteggiati senza esclusioni di colpi argentini e brasiliani.

Nella foto Juan Rodriguez (ARG)

Foto di Raniero Corbelletti

Ad emergere al termine della due giorni di gara è stato il beniamino locale Juan Rodriguez, che ha bissato il successo dello scorso anno, sopravanzando come allora il brasiliano Erik Leite. Rodriguez, ventenne di Buenos Aires, aveva avuto lo scorso anno un’ottima stagione, culminata anche nell’oro dei Campionati Panamericani, a parziale riscatto dell’assenza dalla finale di Coppa del Mondo di Reggio Emilia, disertata peraltro da tutti gli argentini per scelta tecnica ed economica. L’allievo di Gabriela Montecchieri aveva poi partecipato ai Giochi Panamericani Giovanili di Asuncion finendo terzo, per poi chiudere nono ai Mondiali di Pechino. Il successo di quest’anno al Parque Olimpico de la Juventud della sua città è stato più netto: se lo scorso anno Leite lo aveva “tallonato” a quattro punti di distanza, quest’anno i punti di vantaggio sono diventati per lui ben 15.

Rodriguez ha preso il comando con un programma a nostro parere molto bello e coraggioso, scegliendo di utilizzare il famoso brano della mitica band Hard-Rock tedesca degli Scorpions “Maybe I Maybe You”. Dopo un’ottima combinazione iniziale triplo loop-triplo toeloop-doppio toeloop, Juan completava un doppio axel dall’arrivo non bellissimo, compensato da un valido triplo lutz. Grazie anche alle ottime trottole e nonostante una sequenza di passi di livello due prendeva nettamente il comando con un valido 77.13, primato nazionale sottratto al noto Franco Mastroianni.

Nella foto Juan Rodriguez (ARG)

Foto di Raniero Corbelletti

Più impreciso era invece il suo libero, articolato inizialmente su musiche dei Power-Haus, per poi passare a quelle del musical “Epic” di Jorge Rivera e a quelle del compositore francese Gabriel Saban: dopo la combinazione iniziale triplo loop-loop-loop-triplo loop, Juan appoggiava la mano sulla pista sull’arrivo del triplo flip in combinazione con il triplo toeloop e realizzava il secondo triplo flip con un evidente step-out. Il pattinatore rioplatense era bravo poi a riprendersi, completando il triplo lutz, il doppio axel e un triplo salchow concluso con uno step-out. Gli errori più evidenti del rivale non lasciavano dubbi sulla sua vittoria, celebrata con grande entusiasmo dal pubblico locale.

Nella foto Erik Leite (BRA)

Foto di Raniero Corbelletti

Leite dal canto suo è stato comunque artefice di una buona prova, a testimonianza di valide qualità tecniche e di skating skills di prim’ordine, come testimoniano i suoi ottimi risultati nella solo-dance: del resto non va dimenticato che nel 2023 era stato medaglia d’oro ai Giochi Panamericani di Santiago e che lo scorso anno era stato ottavo ai Mondiali. Nello short, pattinato sulla colonna sonora del film “Fatima” e nel dettaglio sul brano “Gratia Plena”, interpretato da Andrea Bocelli, Leite cadeva purtroppo nel triplo flip, dopo che invece lo stesso salto gli era inizialmente riuscito nella combinazione con il triplo toeloop e il doppio toeloop. Nel libero, sulla colonna sonora del film “Rocketman”, dedicato alla vita di Elton John, il brasiliano era ancora impreciso nel triplo flip in singolo, dove cadeva ancora una volta: l’esecuzione di un axel solo semplice e l’arrivo con step-out del triplo toeloop successivo a un doppio axel, gli negavano una possibile rimonta, collocandolo al secondo posto. Rimonta che riusciva invece all’argentino Joaquin Franichevich, che grazie a un buon libero costringeva giù dal podio l’azzurro Noah Cavallini, all’esordio nella categoria seniores, come del resto il rivale argentino.

Nella foto Joaquin Franichevich (ARG)

Foto di Raniero Corbelletti