La quinta edizione dell’Artistic World Cup si è conclusa con successo in quel di Cesena, dove le gare hanno trovato spazio all’interno del Pala BCC Romagnolo, impianto totalmente ristrutturato dopo gli ingenti danni, subiti a causa della terribile alluvione del 2023. Quella disputata in terra romagnola è stata la prima edizione del massimo circuito di gare mondiale, svoltasi senza la denominazione di Artistic International Series, utilizzata sino alla scorsa stagione, e in generale la quarta, poiché nel 2024, dopo la disputa delle gare di semifinale, la prova conclusiva, utile ad assegnare i titoli, non venne disputata.
Nella foto Roberta Sasso/Gherardo Altieri Degrassi (ITA)

Chi ha confermato pienamente le attese della vigilia sono stati Roberta Sasso e Gherardo Altieri Degrassi, capaci dunque di bissare il successo dello scorso anno a Reggio Emilia. Inutilmente Caterina Artoni e Raoul Allegranti hanno provato ad impensierirli, loro che vinsero la prima edizione del circuito nel 2022 a Goettingen, ma senza riuscirci. Roberta e Gherardo hanno immediatamente preso il comando delle operazioni grazie a una splendida style dance, quest’anno basata sui ritmi del Valzer, della Polka, della Marcia e del Galop: sulle note del “Valzer dell’Imperatore” e della veloce polka “Auf der Jagd!” (“A Caccia!”, ndr), entrambi brani di Johann Strauss figlio, i tre volte campioni del mondo hanno letteralmente incantato per la fluidità e la morbidezza del loro pattinaggio, apparso particolarmente armonioso e dunque adatto a riprodurre le atmosfere magiche dei grandi balli di corte ottocenteschi. Grazie a una serie di livelli quattro ricevuti in riferimento ai cinque elementi quest’anno richiesti (a differenza dei quattro obbligatori lo scorso anno, ndr), la coppia ha guadagnato più di otto punti di vantaggio sui diretti rivali, chiudendo di fatto la partita.
Nel libero, basato sulle note del film dedicato a Nureyev e in particolare sulle splendide note de “The White Crow” (“Il Corvo Bianco”, ndr), i due giovani azzurri hanno pattinato splendidamente, interpretando il bellissimo brano di Ilan Eshkeri in modo fantastico, come nessun altra coppia, anche del ghiaccio, aveva mai saputo fare: giustificati allora i 9.75 che tre giudici, non purtroppo quello italiano, ovvero il croato Leo Plisko, il tedesco Rudiger Graf e l’americana Nellie Lillie hanno loro assegnato nelle componenti del programma.
Caterina Artoni e Raoul Allegranti, vicecampioni del mondo nelle due ultime edizioni iridate, hanno combattuto strenuamente, ma hanno pagato a caro prezzo alcuni livelli di difficoltà assegnati loro nella style dance, allorché la sequenza obbligatoria di Valzer Westminster è risultata di livello tre e la Hold Sequence di livello due. Un vero peccato, perché il loro programma è risultato davvero molto interessante, unendo al valzer, tratto dal primo atto de “Il Lago dei Cigni” di Chaikovskiy, la famosissima “Tritsch-Tratsch” Polka di Strauss figlio.
Nella foto Caterina Artoni/Raoul Allegranti (ITA)

La loro “Sonata al Chiar di Luna” di Beethoven proposta nel libero è risultata ancora una volta molto accattivante e precisa tecnicamente, ma nulla ha potuto in confronto al programma dei campioni del mondo, tanto da far accumulare alla coppia altri tre punti di ritardo, per un totale di undici finali di svantaggio. Per il terzo posto si è registrata una grossa sorpresa allorché i giovanissimi colombiani Munoz/Folleco, bronzo agli ultimi Mondiali di Pechino, sono scivolati giù dal podio a vantaggio della terza coppia italiana in gara, quella formata da Elisa Cavina e Yuri Allegranti che, all’appuntamento principe di Cesena, erano giunti vincendo la gara denominata “Last Chance”, una sorta di ripescaggio a disposizione di chi non era qualificato direttamente, disputatasi in precedenza alle competizioni canoniche.
I colombiani sono incorsi purtroppo in un grave errore nella loro style dance, coraggiosamente proposta sulle note di “Korobeyniki”, un brano della tradizione folcloristica russa dalle forti accelerazioni e dai bruschi rallentamenti, ascrivibile dunque al ritmi della polka e del valzer, allorché Jeshua cadeva inopinatamente all’inizio della sequenza obbligata di Westminster, così che l’elemento veniva totalmente non conteggiato. Nel libero, articolato su musiche particolarmente drammatiche e forse complessivamente inadatte alla riconosciuta verve della coppia, non riuscivano a completare la rimonta, lasciando spazio alla coppia italiana.
Nonostante una caduta di Elisa in un passaggio di transizione, Elisa e Yuri hanno impressionato positivamente nella loro style dance, in cui hanno presentato una delle marce più tradizionali, la “Radetzky March”, abbinata al valzer “Aquarellum”, brani rispettivamente di Johann Strauss padre il primo e di Josef Strauss (figliodi Johann, ndr) il secondo. Nel libero, sulle note di “Send in the Clowns”, brano di Frank Sinatra, presentato tuttavia nella versione di Susan Boyle, sono stati meno convincenti ma comunque capaci di mantenere il loro posto sul podio. La coppia bolognese ha comunque colto l’occasione per proporre la propria candidatura ad un posto sul terzo gradino del podio mondiale, dove la lotta con i colombiani e con la coppia portoghese Souza/Castro, assente a Cesena, sarà particolarmente accesa.