Uscita con le ossa rotte dai Mondiali di Pechino, quando, con sole quattro coppie in gara, fu veramente toccato il fondo, la specialità delle coppie di artistico è sembrata in parte rinascere in quel di Buenos Aires, allorché ai nastri di partenza si sono presentate ben sei coppie. Certo, l’assenza di binomi argentini, esponenti di una scuola che in passato ha rivaleggiato con quella italiana, ha suscitato molte preoccupazioni, ma d’altra parte gli sforzi indubbi profusi da altre federazioni vanno visti con grande rispetto e con un certo ottimismo. Chiaramente il divario tecnico rispetto alle coppie italiane rimane enorme, ma i progressi anche piccoli in alcuni aspetti tecnici, messi in evidenza da alcune coppie, non sono da sottovalutare.
Nella foto Gloria Di Bella/Alessandro Bozzini (ITA)

La vittoria non è comunque sfuggita all’unica coppia italiana presente, quella formata da Gloria Di Bella e Alessandro Bozzini, già due volte vicecampioni europei e due volte bronzo ai campionati italiani. Gli azzurri hanno ben pattinato già nello short program, allorché eseguivano con grande disinvoltura il triplo loop lanciato e con buona sicurezza il doppio axel in parallelo. Una spirale della morte di livello tre li conduceva ben oltre la soglia dei 70 punti, mettendoli subito al riparo da eventuali velleità da parte degli avversari.
Nella foto Gloria Di Bella/Alessandro Bozzini (ITA)

Nel libero dopo un valido tentativo di quadruplo twist all’inizio del programma, realizzavano con difficoltà i due salti lanciati, il triplo loop e il doppio flip. L’esecuzione positiva del doppio axel in parallelo e successivamente della combinazione doppio loop-doppio toeloop, unita alla qualità dei sollevamenti, scavava definitivamente un solco tra loro e gli avversari, testimoniando comunque un indubbio miglioramento dei due nostri portacolori: la coppia, che ricordiamo essersi formata nel 2024, ha a nostro parere ottime carte da giocare in sede di campionati nazionali, qualificanti per gli Europei di Ponte di Legno e per i Mondiali di Asuncion.
Nella foto Suzana Bosso/Lucas Carmona (BRA)

Il secondo posto è andato ai brasiliani Suzana Bosso/Lucas Carmona, bronzo agli scorsi Mondiali juniores e in Argentina all’esordio a livello assoluto. In realtà molti si aspettavano di vedere sul podio i connazionali Giullia Gastaldi/Yago Soares, già quarti ai Mondiali di Pechino e oro ai campionati sudamericani lo scorso anno: Suzana e Lucas sono stati certamente meno fallosi e nel corto si sono distinti per una spirale della morte molto ben eseguita e classificata a livello quattro.
Il bronzo è andato invece ai colombiani Aly Baron/Lenny Rodriguez, anch’essi all’esordio fra i seniores. Da segnalare di questa coppia è il fatto che è seguita da quel Juan Manuel Lemus, che a 46 anni era comunque in gara insieme a Laura Rodriguez, classificndosi al quinto posto, non senza grande disappunto, visto che ai recenti campionati nazionali di Cali non solo aveva vinto, ma aveva conseguito un punteggio ben superiore ai 120 punti, con una prova che se ripetuta a Buenos Aires gli sarebbe valsa la medaglia d’argento. La delusione del “maestro” Lemus, che fino a quattro anni fa pattinava con la moglie Nataly Otalora, purtroppo scomparsa a causa di una breve ma letale malattia, è stata però mitigata dai suoi allievi, brillanti nelle loro due esibizioni e apparsi comunque dotati di un buon unisono nell’esecuzione degli elementi.