Grande spettacolo in quel di Garmisch-Partenkirchen, iconica località montana delle Alpi tedesche e in particolare bavaresi, dove è andata in scena la seconda semifinale dell’Artistic World Cup, massima competizione organizzata da World Skate, al di fuori del contesto di un campionato del mondo o continentale. Garmisch e Partenkirchen sono di fatto due diversi comuni, unitisi nel 1935 in previsione dei Giochi Olimpici Invernali, qui disputatisi nel 1936: la località è dunque una delle riconosciute culle degli sport invernali a livello internazionale e i suoi impianti e i suoi pendii sono particolarmente noti agli appassionati. In particolare, l’Olympic-Eissport-Zentrum è stato sede negli anni di diverse edizioni di campionato europeo e mondiale di pattinaggio artistico su ghiaccio e ancora oggi, durante l’inverno, è teatro di numerosi spettacoli di pattinaggio. Nel mese di maggio le porte di questo storico impianto si sono aperte al pattinaggio a rotelle, accogliendo il meglio del movimento mondiale, se è vero che tutti i campioni del mondo erano presenti in competizione.

Nella foto Roberta Sasso/Gherardo Altieri Degrassi (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

La gara di danza è stata davvero di altissimo livello, offrendo al pubblico un eccellente spettacolo sin dalla style dance, grazie in particolare alle grandi coppie scese in pista. Magnifica è stata la prova dei tre volte campioni del mondo Roberta Sasso e Gherardo Altieri Degrassi, pienamente a loro agio sui ritmi previsti in stagione nell’ambito del Classic Medley, per loro, nello specifico, il Valzer e la Polka: morbidi e leggeri sulle note del Valzer dell’Imperatore di Strauss, veloci e abili nell’interpretazione di una Polka dello stesso autore, i due fuoriclasse azzurri hanno preso immediatamente il comando, grazie ai clusters, previsti quest’anno “no hold”, ovvero “non in presa”, e alla sequenza “in presa” di livello quattro e alla sequenza obbligata di Valzer Westminster di livello tre.

Nella foto Roberta Sasso/Gherardo Altieri Degrassi (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Al termine della giornata erano già tre i punti di margine sugli eterni rivali Artoni/Allegranti, un vantaggio che poi è lievitato grazie al loro splendido libero sulle note della colonna sonora del film dedicato al grande ballerino sovietico Rudolf Nureyev, noto con il titolo de “Il Corvo Bianco”, musiche composte dal bravissimo compositore inglese, ma di chiare origini georgiane, Ilan Eshkeri ed eseguite dalla violinista, lei sì georgiana al cento per cento, Lisa Batiashvili. Anche se il programma è apparso in certe parti in fase di giustificabile rodaggio, Roberta e Gherardo hanno pattinato con grande fluidità, conseguendo livello quattro nei twizzles e livello tre sia nei clusters in presa, sia nella sequenza di passi in posizione non in presa. In particolare Gherardo è apparso totalmente calato nel ruolo del leggendario danzatore, assumendone naturalmente, in alcuni passaggi, posture e gestualità; dal canto suo Roberta ha assecondato al meglio la centralità del personaggio interpretato dal compagno, dall’alto di una tecnica superba.

Nella foto Caterina Artoni/Raoul Allegranti (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Caterina Artoni e Raoul Allegranti, già due volte vicecampioni del mondo, hanno ugualmente brillato nella style dance, dove hanno proposto con successo il Valzer tratto dal “Lago dei Cigni” di Chaikovskiy e la famosissima “Tritsch-Tratsch Polka” di Strauss. Pienamente a loro agio su questi ritmi, hanno sostanzialmente pareggiato i rivali nei livelli dei vari elementi, con l’unica differenza che la loro Hold Sequence è stata classificata di livello tre. Unico neo, a nostro parere, la scelta di proporre nella sequenza di Westminster, il valzer sopraccitato, ma con un arrangiamento diversificato e con le battutte dello stesso ripetute in modo poco armonico. Nel libero, su una coreografia molto bella basata sulla “Sonata al Chiar di Luna” di Beethoven, Caterina e Raoul hanno eseguito un programma dalla grande potenzialità, in cui però i clusters sono risultati di livello due e in cui, nella sequenza di passi “no hold” vi è stata qualche indecisione esecutiva. Il duello con Sasso/Altieri Degrassi è però appena cominciato e sarà appassionante vederne gli sviluppi nel corso della stagione.

Nella foto Ema Sousa/Vitor Castro (POR)

Foto di Raniero Corbelletti

La medaglia di bronzo è andata con sorpresa relativa ai bravissimi portoghesi Ema Sousa/Vitor Castro, campioni europei lo scorso anno a Trieste. Allievi di Hugo Chapouto, ex-campione del mondo nella solo-dance, in coppia solo dalla passata stagione, i due giovani pattinatori di Matosinhos hanno compiuto enormi progressi, avvicinandosi ad Artoni/Allegranti soprattutto nel libero. Dopo una style dance, basata su un valzer del compositore austriaco Carl Michael Ziehrrer e su una polka di Johann Strauss, conclusa al terzo posto, i portoghesi hanno confermato il piazzamento in un ottimo programma libero, in cui hanno fondamentalmente interpretato il brano “Fields of Gold” di Michael Bolton ed Eva Cassidy: pur con livelli di valutazione non ancora elevatissimi, si sono comunque permessi di superare nello specifico punteggio tecnico la grande coppia azzurra, soccombendo di misura, come detto, nel segmento in ragione di components più bassi.

Chi ha fatto salti di qualità davvero grandi sono stati da una parte Elisa Cavina/Yuri Allegranti, vicecampioni del mondo juniores a Rimini nel 2024 e brillanti quarti in terra tedesca, e dall’altra gli olandesi Kyra Swanenberg/Tijmen Hendriks, settimi ai Mondiali di Pechino, ma in quest’occasione ottimi quinti: entrambe le coppie sono seguite, come Artoni/Allegranti, dal tecnico azzurro Andrea Gandolfi, certamente artefice principale dei loro progressi. Sesti ma con rimpianto sono stati gli altri azzurri in gara Linda Cantalini/Andrea Loguercio, bronzo europeo in carica, penalizzati soprattutto da una malaugurata caduta dl Linda nell’esecuzione dei clusters della style dance.