Davvero tutto molto facile, troppo facile, per Madalena Costa, che dopo aver dominato la semifinale dell’Artistic World Cup di Buenos Aires, ha fatto sua anche quella di Garmisch, illuminando con il proprio talento la kermesse tedesca. La giovane pattinatrice portoghese ha infatti dominato la scena, anche se il suo vantaggio sulla seconda classificata è stato inferiore ai cento punti, cosa diversamente verificatasi in Argentina.
Nella foto Madalena Costa (POR)

La campionessa originaria delle Azzorre ha pattinato certamente meglio nella tappa tedesca, come il suo punteggio testimonia, ma d’altra parte non ha fugato tutti i dubbi relativi ai suoi programmi, costruiti anche quest’anno da quel genio che risponde al nome di Sandro Guerra. Intendiamoci, le coreografie sono certamente rifinite e ben congegnate, ma ciò che appare a nostro parere discutibile è la scelta delle musiche: il folklore messicano richiede davvero molto brio e vivacità, cosa che Madalena non riesce a trasmettere, così come le musiche malinconiche di Fado di Simone De Oliveira appaiono troppo impegnative per una ragazza prossima ai diciotto anni.
Detto che anche i costumi non sembrano valorizzare la fisicità della ragazza, va anche riconosciuto il fatto che la sua superiorità tecnica è talmente ampia, da potersi permettere di pattinare su qualsiasi tipo di musica e con qualsiasi abbigliamento ritenga opportuno: il risultato non cambierebbe di certo perché, come si dice commentando altre discipline, il “suo è un altro sport”. A Garmisch, nel programma corto ha sfiorato il proprio record del mondo, fissato a 95.63 lo scorso anno nella semifinale di Trieste, pattinando nella categoria junior: qui per lei vi è stato uno score di 94.77, frutto di una combinazione triplo flip-triplo toeloop-doppio loop, con arrivo non ben scivolato di quest’ultimo salto, di un triplo lutz e di un doppio axel, oltre che di una sequenza di passi di livello tre: indicativo però, se confrontato con quello dello scorso anno, è stato il punteggio dei components, 29.59, contro il 29.00 del record, un divario troppo esiguo per un pattinaggio, il suo, che aspira ad una più ampia maturità espressiva.
Nella foto Madalena Costa (POR)

Nel libero Madalena ha fatto nettamente meglio che in Argentina, poiché ha presentato il triplo loop, salto che in quell’occasione non aveva proposto. Inoltre, nella combinazione triplo flip-triplo toeloop ha avuto sì dei problemi, concludendo con uno step-out il secondo salto, ma d’altra parte ha evitato quella caduta in cui era sorprendentemente incorsa nella prova sudamericana. Meravigliose trottole e altri salti perfettamente eseguiti, nel dettaglio la combinazione triplo flip-triplo toeloop, la sequenza triplo flip-euler-triplo salchow e il doppio axel, le hanno permesso di raggiungere un parziale straordinario di 160.29, lontano però sei punti dal suo record.
Nella foto Quinty Van Lare (NED)

La medaglia d’argento è andata non senza sorpresa all’olandese Quinty Van Lare, pattinatrice molto elegante nelle sue linee e ugualmente valida nella sua tecnica di pattinaggio, come del resto testimonia il suo oro mondiale nella solo-dance junior ai Mondiali di Pechino. La Van Lare aveva chiuso al quarto posto lo short program, nonostante la caduta in un triplo salchow sottoruotato: grazie comunque alla combinazione triplo salchow-doppio toeloop-doppio loop e al doppio axel, oltre che a una sequenza di livello due, aveva meritato la sua posizione grazie anche alla sua interpretazione di “Criminal Tango”, brano dei Dinamika Ensemble. Nel libero, sulle romantiche note della colonna sonora di “Emily”, composte dal grande Abel Korzeniowski, cadeva sia nel triplo toeloop iniziale e poi nel doppio axel, ma approfittava dei gravi errori delle dirette rivali. Per lei vi erano comunque le combinazioni triplo salchow-loop-doppio loop e quella triplo salchow-doppio toeloop a giustificare il suo secondo posto anche nello specifico segmento di gara.
Nella foto Sira Bella (ESP)

Alle spalle della sorprendente Van Lare, si è collocata la spagnola Sira Bella, già medaglia di bronzo ai Mondiali di Pechino alle spalle del binomio Madalena Costa e Gioia Fiori: la ventunenne originaria di Granollers ha pagato a caro prezzo il quinto posto nel programma corto, frutto soprattutto di un grave errore nel doppio axel, giustamente degradato e di una sequenza di passi che, pur molto ben interpretata e originale, è stata valutata solo di livello uno. La sua ottima coreografia sulle note di un Tango e un triplo salchow in singolo correttamente eseguito, le hanno permesso di rimediare anche all’errore sull’arrivo del triplo salchow seguito in sequenza a un triplo toeloop e a un euler, rimanendo così in corsa per un valido piazzamento nel libero. Su musiche, fra le altre, di Lady Gaga, la Bella cadeva ancora due volte, in un triplo toeloop e nel triplo salchow, ed eseguiva solo semplice il primo doppio axel previsto in combinazione: tuttavia la qualità del suo pattinaggio la premiava, consentendole la rimonta fino al bronzo, piazzamento conseguito ai danni dell’eterna rivale, la connazionale Elna Frances, seconda nello short.
Molto brava in questo segmento di gara, pattinato sulle note di “Oltremare”, brano del grande Ludovico Einaudi, grazie alla combinazione triplo toeloop-doppio toeloop-doppio loop, al doppio axel e al triplo toeloop, l’iberica era diversamente disastrosa nel suo libero, dove a causa di tre cadute, precipitava al nono posto di giornata e al quarto complessivo. Migliore delle azzurre era Giada Romiti, quinta, dopo essere stata sesta nello short, parte di gara dove Federica Pizzingrilli era stata brillante quarta, piazzamento pregiudicato da un libero caratterizzato oltre che da tre cadute, da varie imprecisioni, e concluso al quindicesimo posto, per un ottavo posto finale.