Quello che si può definire il vero e proprio apprendistato di Guillermo Lopez nella categoria senior è, secondo logica, proseguito con successo in quel di Cesena, dove il madrileno si è imposto con autorevolezza sul rivale di sempre, quell’Unai Cereijo, anch’egli al primo anno nella categoria superiore. È così che la Spagna ha mantenuto un titolo, quello della Coppa del Mondo, da sempre in suo possesso, essendo state le tre edizioni precedenti vinte dal campione del mondo in carica Hector Diez, “solo” quarto nella semifinale di Garmisch e dunque non qualificato per la finale.
Nella foto Guillermo Lopez (ESP)

La competizione è stata certamente di alto livello tecnico, anche se a differenza di quella dello scorso anno a Reggio Emilia, nessuno degli atleti in gara ha proposto il triplo axel, cosa che gli spagnoli Kilian Gomis e Lucas Yanez avevano invece coraggiosamente fatto. Tutto ciò conferma una generale stagnazione tecnica che contraddistingue il pattinaggio a rotelle moderno, nonostante il nuovo sistema di punteggio: basti ricordare che il triplo axel era costantemente parte integrante di programmi di gara di numerosi pattinatori italiani d’inizio secolo, a partire da Luca Lallai, per arrivare poi ai grandi allievi del mai dimenticato Gabriele Quirini, ovvero Luca D’Alisera, Dario Betti e Luca Lucaroni. A differenza di ciò che avviene nel ghiaccio dove si sono aperti nuovi orizzonti tecnici, in termini di salti, nelle rotelle certe prodezze risultano purtroppo soltanto inutili rischi, potenziali pericoli per il conseguimento di piazzamenti di rilievo.
Gomez ha convinto soprattutto nello short program, dove è giunto a sfiorare la soglia dei cento punti, oltrepassata in carriera dal suo grande connazionale Pau Garcia, che vincendo il titolo mondiale a Buenos Aires nel 2022, raggiunse quota 103.28! Guillermo si è fermato per il momento a un 98.91, sufficiente per immagazzinare un rilevante vantaggio sugli immediati rivali. Sulle note di “Say Anithing”, brano del duo americano “A Great Big World”, Gomez ha pattinato in modo eccellente, aprendo con la combinazione triplo loop-triplo toeloop-doppio toeloop, per poi proseguire con uno splendido triplo lutz, eseguito con entrambe le braccia distese sopra la testa, secondo la modalità che nel ghiaccio ha di fatto creato la grande allenatrice russa Eteri Tutberidze; il giovane campione ha poi concluso con il doppio axel, la sequenza di passi di livello tre e due splendide trottole.
Diversamente più faticoso è risultato il suo libero, basato sulle note della “Turandot”di Puccini, inopinatamente inframezzata, dopo la splendida Fantasia di violino che l’ opera propone, da un a dir poco inascoltabile brano moderno. Dopo una sorprendente caduta nel triplo loop seguito in combinazione ad un altro triplo loop, Gomez si riprendeva eseguendo altre due eccellenti combinazioni, ovvero quella triplo flip-triplo toeloop e quella triplo lutz-triplo toeloop. Un secondo triplo lutz e il doppio axel compensavano una grave incertezza nell’esecuzione della trottola combinata, così da consentirgli di aggiudicarsi anche il segmento di gara.
Nella foto Unaj Cereijo (ESP)

Il galiziano Unai Cereijo, vincitore della prova di qualificazione e dunque primo a scendere in pista nello short nonostante il suo ranking a livello mondiale, è stato brillante in entrambi i segmenti di gara, mostrando l’eleganza del suo pattinaggio, generata non solo dalla sua qualità tecnica, ma anche dalla sua abilità interpretativa e dalle linee che il suo fisico possono disegnare. Le basi del suo secondo posto si devono a un eccellente short program dove, sulle note di “Had Some Drinks”, brano del cantautore americano Zachary William Dess, noto con lo pseudonimo di “Two Feet”, ha proposto come Gomez la combinazione triplo loop-triplo toeloop-doppio loop, diversificandosi dal rivale nel salto singolo, per lui il loop, e per una sequenza di passi giudicata di livello due.
Alla fine erano cinque i punti da eventualmente recuperare rispetto al rivale e nel suo bellissimo libero, articolato su musiche varie ma coreograficamente ben amalgamate, variando per esempio da brani di Korzeniowski a quelli degli Audiomachine, non ha lasciato nulla di intentato per fare lo sgambetto all’enfant-prodige del pattinaggio mondiale. Peccato che dopo tre combinazioni, l’iniziale triplo loop-triplo loop e le successive triplo salchow-triplo toeloop e triplo flip-triplo toeloop, peraltro entrambe concluse con il tocco della mano sulla pista, cadeva inaspettatamente nel doppio axel, pregiudicando qualsiasi velleità di rimonta. L’impressione è che il dualismo con Gomez non possa che far bene al pattinaggio mondiale, fermo restando che non vanno dimenticati pattinatori come Diez, Yanez, Perez, pronti ad intromettersi fra i due giovani talenti.
A proposito di giovani talenti, va detto che il bronzo è arriso al giovane argentino Juan Rodriguez, solo quinto nello short, ma capace di rimontare nel libero. In tale segmento, interpretando al meglio la sua coreografia sul brano degli Scorpions “Maybe I, Maybe You”, pagava a caro prezzo la caduta nel singolo triplo lutz, così da chiudere quinto al termine della giornata. Grazie invece ad un ottimo libero, su un medley di musiche dei Power-Haus, del musical “Epic” e dell’ottimo Gabriel Saban, rimontava efficacemente grazie soprattutto a tre ottime combinazioni, triplo loop-loop-triplo loop, triplo flip-triplo toeloop e triplo flip-loop-euler triplo salchow, il tutto corredato anche da un triplo lutz.
Nella foto Juan Rodriguez (ARG)

Per lui vi era la soddisfazione del nuovo record nazionale nel libero e conseguentemente nel punteggio totale ma soprattutto vi era la gioia per la medaglia di bronzo, strappata al nostro Alex Chimetto, terzo dopo uno short, presentato su una bellissima coreografia, basata su due versioni di requiem, definiti anche “Lacrimosa”, il primo meno noto del compositore polacco contemporaneo Zbignew Preisner e il secondo famosissimo del grande Mozart. Alex impressionava pubblico e giudici con l’esecuzione della combinazione triplo flip-triplo toeloop-doppio toeloop, salto quest’ultimo chiuso in step-out, e con il triplo lutz. Nel libero purtroppo cadeva in un triplo flip sottoruotato, mancando in tal modo una possibile terza combinazione, e completava un triplo loop giudicato anch’esso sottoruotato con step-out: troppe imprecisioni che gli costavano la medaglia, che tuttavia vista la qualità del suo pattinaggio non pare a lui preclusa in sede europea e mondiale.