In una stagione in cui la sua programmazione prevede giustamente di gareggiare in ogni occasione che a livello internazionale le si proponga, Madalena Costa non ha mancato di mettere il suo sigillo anche sulla finale di Coppa del Mondo, svoltasi quest’anno in quel di Cesena. Dominatrice delle due semifinali svoltesi rispettivamente, in aprile a Buenos Aires e in maggio a Garmisch, la diciassettenne portoghese ha vinto con ampio margine anche se la sua prova, specie nel libero non è stata esente da errori.
Nella foto Madalena Costa (POR)

Peraltro in quel di Cesena Madalena ha ricevuto alcune indicazioni importanti da giudici e addetti ai lavori, mettendo in pratica alcuni cambiamenti, che anche noi, modestamente, avevamo auspicato: nel corto, basato su musiche tradizionali messicane scelte nella versione della nota cantante Rosy Arango, vi è stato un cambio di costume, con la proposta di un abito nero molto leggero, con ricami colorati a richiamare il gusto tipico centroamericano. La campionessa del mondo ha poi eseguito ancora per una volta il libero sulle musiche portoghesi di Simone De Oliveira, lasciando però intendere che ad Europei e Mondiali arriverà con un nuovo programma, creato sulle note di varie versioni dell’immortale “Per Elisa” di Ludwig Van Beethoven, brano per pianoforte che il maestro creò nel lontano 1810.
Nella foto Madalena Costa (POR)

Nello short program la pattinatrice originaria di Madeira esordiva come consuetudine con la combinazione triplo flip-triplo toeloop-doppio loop, per poi proseguire con la sequenza di passi di livello tre, con il triplo lutz e il doppio axel. Immediato per lei era il vantaggio netto sulle rivali, che andava come al solito ad incrementare nel libero, nonostante un grave errore nel triplo loop, salto dall’arrivo incerto, mancante di metà della rotazione. Rispetto alle altre competizioie vi è però stata da parte sua l’esecuzione, per la prima volta in stagione, di una sequenza di tre tripli, triplo flip-triplo toeloop-euler-triplo salchow, scelta fatta forse “in corsa” per sopperire all’errore citato: Madalena ha comunque concluso con quarantasette punti di vantaggio sulla più diretta rivale, la spagnola Sira Bella, già medaglia di bronzo ai Mondiali di Pechino.
La pattinatrice catalana è apparsa nell’occasione molto migliorata, soprattutto dal punto di vista artistico, laddove sul piano tecnico ha reso più sicuro un arsenale di salti che tuttavia non si è arricchito: alla fine per lei si sono contati solo due tipologie di triplo, toeloop e salchow, troppo poco per pensare di impensierire una fuoriclasse come Madalena Costa. Alla Bella va tuttavia dato atto di aver presentato un bellissimo short program sulle note di un tango, in cui ha realizzato la sequenza triplo toeloop-euler-triplo salchow, il doppio axel, un secondo triplo salchow e una sequenza di passi di livello tre, rifilando un punto di distacco alla Costa nelle componenti del programma.
Nella foto Sira Bella (ESP)

Nel suo libero incentrato su brani della famosa Lady Gaga, la Bella è stata sicuramente meno convincente, ma a dimostrazione dei dubbi in passato espressi sul programma della Costa, è stata in grado di guadagnare nel punteggio dei components ben tre punti sulla rivale. Dopo la combinazione triplo toeloop-triplo toeloop, la spagnola era imprecisa nell’esecuzione del doppio axel, atterrato con difficoltà tale da rendere impossibile la successione in combinazione di quello che avrebbe dovuto essere un doppio toeloop. Le successive difficoltà tecniche risultavano ben eseguite, ma non avevano un livello di difficoltà utile a modificare una gerarchia finale che alla fine la collocava al secondo posto.
Nella foto Giada Romiti (ITA)

Il podio della finale cesenate era completato dall’azzurra Giada Romiti, che nel libero respingeva autorevolmente il tentativo di rimonta della sempre più sorprendente olandese Van Lare. L’allieva di Silvia Lambruschi metteva una seria ipoteca sulla sua medaglia nello short, articolato sulle note di due brani di blues, esordendo con una bellissima sequenza triplo toeloop-euler-triplo salchow, cui seguivano il doppio axel, un secondo triplo toeloop e una sequenza di passi di livello due: una malaugurata caduta nella trottola finale non le impediva di collocarsi in terza posizione, piazzamento difeso con le unghie nel libero. Sulle note di brani della compagnia di produzione americana “Two Steps from Hell”, nome dietro il quale si cela l’abilità di due compositori, il norvegese Thomas Bergersen e lo statunitense Nick Phoenix, Giada ha rischiato di pregiudicare la propria medaglia cadendo su un triplo toeloop sottoruotato e sul doppio axel, errori accompagnati da varie imprecisioni. Alla fine tuttavia erano ancora tre i punti di vantaggio sulla pattinatrice olandese, a garantirle un bronzo di notevole valore intrinseco.
Nella foto Quinty Van Lare (NED)

Quinty Van Lare ha confermato tutto il suo potenziale, confermando in pieno la propria versatilità, visto che contemporaneamente alle prove di artistico si cimenta con grande successo in quelle di solo-dance, specialità che l’ha vista vincere lo scorso anno il titolo mondiale junior e classificarsi sesta nella specifica gara di Cesena. In passato un percorso analogo era riuscito alla veterana brasiliana Bianca Ameixeiro, capace di vincere la coppa del mondo di artistico nel 2023 a San Juan e di piazzarsi ai vertici delle classifiche nella solo-dance. La Van Lare può recriminare per gli errori che hanno inficiato il suo bel programma sulle note di “Criminal Tango”, ovvero lo step-out con appoggio della mano nel triplo salchow, il brutto arrivo del doppio axel e un’indecisione nella posizione layback della sua trottola combinata. Nel suo libero basato sulle note di un immortale musical come “Anything Goes”, le cui musiche furono curate dal grande Cole Porter, la Van Lare rimontava due posizioni, nonostante due cadute e grazie anche agli errori delle rivali, chiudeva con un comunque ottimo quarto posto, giusto davanti alla campionessa nazionale brasiliana Laura Olympio, già seconda nella semifinale di Buenos Aires.