I Campionati Panamericani di pattinaggio artistico 2026 si sono svolti per il secondo anno consecutivo in quel di Buenos Aires, sulla bella pista inserita all’interno del Parco Olimpico della Gioventù della capitale biancoceleste. Le gare hanno confermato la vitalità del pattinaggio artistico sudamericano, che quest’anno vedrà numerosi appuntamenti a livello continentale, prima dei Mondiali paraguaiani di Asuncion.
Nella foto Maria Munoz/Jeshua Folleco (COL)

Nelle competizioni di coppia un alto livello tecnico si è avuto nella danza, dove i giovanissimi e talentuosi Maria Munoz/Jeshua Folleco hanno confermato il loro titolo, cancellando in parte la delusione derivata dal loro quarto posto nella finale di Coppa del Mondo di Cesena. Maria e Jeshua, dopo una style dance non del tutto soddisfacente, hanno colto l’occasione per proporre nuovamente ai giudici internazionali il loro nuovo libero, basato fondamentalmente sulla colonna sonora del film argentino degli anni Novanta “El Caso Maria Soledad” e in particolare sul brano “Puede el Silencio” della cantante argentina Mercedes Sosa: il programma risulta certamente interessante ma forse dai toni troppo drammatici per essere interpretati da due ragazzi appena ventenni.
Nella foto Hannah Castillo/Juan Pino (COL)

Il dominio della scuola colombiana nel continente sudamericano è stato confermato dall’argento di Hannah Castillo/Juan Pino, già terzi lo scorso anno e secondi due anni fa a Ibagué. Hannah e Juan, compagni di allenamento della coppia campione, hanno conquistato la loro meritata medaglia grazie soprattutto ad un’ottima interpretazione della discussa “Ave Maria” di Caccini, brano non certo facile da interpretare.
Sorprendente ma beneaugurante è stato il terzo posto della coppia statunitense Jessica Gaudy/Sean Folstein, nuovo binomio creatosi con l’unione di due validi pattinatori che, emersi a livello giovanile, si erano fin qui messi in luce nelle competizioni individuali di solo dance. Ultimi epigoni di una scuola, quella americana, un tempo dominante a livello mondiale, Jessica e Sean hanno pattinato un’ interessante danza libera su un tema classico come “Sheherazade” di Nikolay Rimskiy-Korsakov, con cui hanno impedito una tripletta colombiana, visto il quarto posto di Paula Aranguren/Juan Ussa, coppia che diversamente dalle altre si allena nella capitale Bogotà.
Nella foto Suzana Bosso/Lucas Carmona (BRA)

Nelle coppie di artistico si è registrata la doppietta delle coppie brasiliane, allenate entrambe da Alejandra Castro: ad imporsi sono stati Suzana Bosso/Lucas Carmona, bronzo ai Mondiali juniores dello scorso anno, che si sono imposti autorevolmente grazie soprattutto ai miglioramenti conseguiti nell’esecuzione dei sollevamenti, a fronte di salti singoli in parallelo relativamente semplici, ovvero salchow e toeloop. Suzana e Lucas hanno preso il comando nel corto, dove peraltro hanno provato senza completarne la rotazione il doppio axel lanciato, consolidando poi il primato grazie a un libero sulle note del gruppo dei “Secret Garden”.
Nella foto Giullia Gastaldi/Yago Soares Martellotte (BRA)

I loro compagni di squadra Giullia Gastaldi/Yago Soares hanno salvato l’argento, nonostante le molte imprecisioni del loro libero, a partire dalla caduta nel doppio toeloop lanciato. Buon per loro che la coppia colombiana formata da Daniela Rodriguez e dall’immortale quarantaseienne Juan Manuel Lemus abbia eseguito la spirale della morte malamente, così da vederla classificata “no level”, poiché diversamente lo “sgambetto” in classifica, per così dire, sarebbe stata cosa fatta.