Le gare individuali dei Campionati Panamericani di Buenos Aires hanno confermato pienamente le gerarchie definitesi nel continente americano in questo inizio di stagione, senza riservare particolari sorprese. È così che tra gli uomini è nuovamente emerso il talento del ventenne argentino Juan Rodriguez, che ha confermato il titolo vinto lo scorso anno.

Nella foto Juan Rodriguez (ARG)

Foto di Raniero Corbelletti

Rodriguez, allievo dell’esperta Gabriela Montecchieri, nativo della provincia della capitale argentina, aveva già impressionato ad inizio stagione, vincendo la semifinale di Coppa del Mondo svoltasi sulla stessa pista ospitante i Panamericani e piazzandosi terzo nella finale della medesima competizione in quel di Cesena. Rodriguez ha preso il comando già nello short con il suo collaudato programma sulle musiche degli Scorpions, nonostante alcune imprecisioni: nella combinazione iniziale triplo loop-triplo toeloop concludeva il secondo salto con un evidente step-out e con l’appoggio della mano sulla pista, stesse problematiche emerse sull’arrivo del triplo loop. Dopo una sequenza di passi solo di livello uno, l’argentino giustificava la sua leadership con uno splendido doppio axel e con ottime trottole.

Il suo libero non era ugualmente esente da errori, poiché dopo la combinazione iniziale triplo loop-loop-triplo loop, completava le altre due combinazioni, triplo flip-triplo toeloop e triplo flip-loop-euler-triplo salchow, in modo impreciso negli arrivi dei salti finali. Il punteggio ottenuto gli garantiva comunque il successo, davanti ad Erik Leite, il pattinatore brasiliano di origini lituane, già medaglia d’oro ai prestigiosi Giochi Panamericani 2023 di Santiago del Cile.

Nella foto Erik Leite (BRA)

Foto di Raniero Corbelletti

Il ventitreenne carioca è incorso in qualche errore nel suo short, pattinato sulle note di “Gratia Plena”, brano cantato da Andrea Bocelli e scritto da Paolo Buonvino per la colonna sonora del film “Fatima”, in particolare nella combinazione obbligatoria, in cui dopo il triplo flip iniziale, ha appoggiato la mano sul successivo triplo toeloop e ha sottoruotato il doppio toeloop finale. Uno step-out sul triplo flip, nonostante una sequenza di passi di livello tre, lo collocava al terzo posto di giornata. Nel suo bellissimo libero sulle note della colonna sonora del film “Rocketman”, dedicato alla figura di Elton John, sceglieva la sicura via di proporre due sole combinazioni, triplo flip-triplo toeloop e doppio axel-triplo toeloop, completando un programma privo di imperfezioni, che superiore nei components a quello di Rodriguez, acquisiva un valore tecnico nettamente inferiore, utile per conseguire la medaglia d’argento.

La medaglia di bronzo è andata al redivivo argentino di Santa Fè Franco Mastroianni, atleta del 2003 ma già da tempo sulla breccia. Grazie ad un corto su musiche di Chopin, parte delle quali nella famosa versione del violinista Edvin Marton, Mastroianni si inseriva al secondo posto nello short, penalizzato da una caduta in un triplo loop, privo di metà rotazione, ma comunque forte di un bel doppio axel, di una combinazione triplo toeloop-triplo toeloop-doppio toeloop e di passi di livello tre. Sempre originale nelle coreografie, nel libero proponeva un brano della musicista canadese di origini russe Ekaterina Shelehova, “Earth Melodies”, nel quale pagava dazio rispetto ai rivali dal punto di vista tecnico, cadendo peraltro sul triplo salchow finale del suo programma.

Nella foto Laura Olympio (BRA)

Foto di Raniero Corbelletti

In campo femminile a trionfare era la brasiliana Laura Olympio, classe 2005, quinta nella finale di Coppa del Mondo di Cesena, dopo essere stata seconda nella semifinale di Buenos Aires. Originaria di Goiania, città capitale dello stato del Goias, già argento ai Giochi Panamericani giovanili dello scorso anno, la brasiliana ha dominato la competizione, spodestando l’argentina Valentina Longo, prima lo scorso anno. Nel corto, sulle note del musical “Jekyll and Hyde”, ha preso il comando proponendo due doppi axel, di cui uno in combinazione con doppio toelop e doppio loop, e il triplo salchow.

Nella foto Lola Fernandez (ARG)

Foto di Raniero Corbelletti

Nel libero ha conservato la sua posizione, anche se i suoi due tripli salchow sono risultati privi di mezza rotazione: due doppi axel e buoni components le hanno regalato la medaglia d’oro, a danno delle pattinatrici argentine. In effetti alle sue spalle, dopo la citata Longo, seconda, al terzo posto si è inserita la giovane Lola Fernandez e quarta si è classificata la più esperta Zoe Manggia. La Olympio ha comunque conseguito un punteggio nettamente inferiore alla vincitrice della categoria junior, la promettente cilena Josefa Ramos, capace di migliorare ampiamente rispetto al recente passato. Nelle altre due gara juniores previste, successo argentino nella danza con Malena Villar/Matias Ovejero e colombiano negli uomini con Miguel Arango.