Con il definitivo passaggio di Gioia Fiori al pattinaggio su ghiaccio e con quello che si spera essere un non definitivo ritiro dell’italo-ivoriana Yenè Soro Bonati, le gerarchie italiane nel settore femminile del pattinaggio a rotelle sono apparse in stagione non ben definite, anche se la spezzina Giada Romiti era stata la migliore delle azzurre nella semifinale di World Cup in quel di Garmisch, quinta, e comunque medaglia di bronzo nella finale della stessa competizione in quel di Cesena. Dunque i favori dei pronostici in quel di Rimini erano dalla sua parte, lei che già era stata terza due volte, nel 2024 e nel 2025. Diversamente, al termine di una competizione molto nervosa, risoltasi nello spazio di pochi punti, è emersa la romana Federica Pizzingrilli, allieva di Erica Colaceci, non dimenticata campionessa del mondo a Springfield nel 2000, dopo che già nel 1998 si era laureata campionessa del mondo junior, prima di conquistare la medaglia d’argento ai World Games del 2001 ad Akita.

La vittoria della Pizzingrilli si può definire parzialmente sorprendente, poiché se è vero che in stagione era stata “solo” ottava nella citata gara di Garmisch, in carriera aveva già conosciuto l’ebbrezza di salire su un podio internazionale, grazie al bronzo conquistato agli Europei juniores del 2023. In realtà in sede di campionato nazionale assoluto era stata non meglio che quinta lo scorso anno a Novara, dopo che nel “suo” fortunato” 2023 era stata bronzo fra le juniores.

Nella foto Federica Pizzingrilli (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Federica ha, come spesso accade nel pattinaggio, posto le basi della sua vittoria nel programma corto, pattinato sulle note di due famosi brani di Steve Horner, “Indemnity” e “Twist Turn”: dopo un ottimo doppio axel in apertura di programma, eseguiva al meglio la combinazione triplo salchow-doppio toeloop-doppio loop, compensando, in termini di punti, un arrivo incerto sul secondo triplo salchow proposto nel suo programma, concluso con una sequenza di passi di livello due. Nel libero, diversamente proposto sulle note di musiche della famosa cantante spagnola Rosalia, interprete di una molto accattivante versione latina di musica pop, arricchita di sonorità ispirate al flamenco, la Pizzingrilli ha difeso con successo la sua leadership, nonostante qualche incertezza: dopo un’ottima sequenza iniziale doppio axel-loop-euler-triplo salchow, eseguiva un secondo triplo salchow con un evidente step-out e concludeva la combinazione doppio axel-doppio toeloop-loop-doppio loop con un arrivo incerto sull’ultimo salto. Un’ultima combinazione doppio flip-loop-doppio loop, tatticamente collocata a fine programma per aumentarne il valore, le consegnava la vittoria, anche grazie a buoni components, frutto di un’indubbia fluidità del suo pattinaggio. Federica rappresenterà dunque l’Italia ai Mondiali di Asuncion, in vista dei quali tuttavia, per poter aspirare al podio, dovrà probabilmente arricchire il proprio bagaglio tecnico, al momento “fermo” all’esecuzione di un solo salto triplo, il salchow.

Nella foto Federica Pizzingrilli (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

A farle compagnia compagnia ai prossimi Mondiali in Paraguay sarà certamente Martina Stefani, giovane pattinatrice al primo anno nella categoria senior, dopo essere stata medaglia d’argento lo scorso anno ai Mondiali junior. La Stefani, emiliana di Vezzano sul Crostolo, piccolo comune in provincia di Reggio Emilia, si allena in quel di Prato sotto la guida di due noti tecnici azzurri, Raffaello Melossi e Barbara Audiberti, e da tempo è indicata come uno dei migliori prospetti del pattinaggio artistico italiano. Nello short program, ha pagato a caro prezzo un errore nel salto in singolo ovvero il triplo salchow, risultato sottoruotato
e comunque atterrato con un evidente step-out e con tocco della mano sulla pista. Sulle musiche non particolarmente accattivanti di un’ “Ave Maria” molto particolare, quella degli Audiomachine, la Stefani ha comunque pattinato con eleganza, realizzando molto bene la combinazione triplo salchow-doppio toeloop-doppio loop e il doppio axel, completando una sequenza di passi di livello due. A fine giornata erano tre i punti che la dividevano dalla Pizzingrilli e che la diciannovenne emiliana ha provato a recuperare nel libero, alla fine vinto ma con un vantaggio esiguo, utile solo a garantirle la seconda posizione. Su musiche dei Power-Haus, la Stefani esordiva con la combinazione doppio axel-loop-doppio loop, cui seguiva quella triplo salchow-doppio toeloop, per poi incorrere nell’errore sul triplo loop, degradato e chiuso su due piedi, prima di agganciarvi un doppio toeloop. Un secondo doppio axel e successivamente un altro triplo salchow, ma soprattutto components giustamente molto alti, vista la qualità del suo pattinaggio, le permettevano la conquista dell’argento.

Nella foto Martina Stefani (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Per il terzo anno consecutivo Giada Romiti si è invece “accontentata” della medaglia di bronzo, perdendo una posizione rispetto allo short program. La pattinatrice spezzina, allenata da quella Silvia Lambruschi, che vinse due titoli mondiali juniores nel 2012 e nel 2013, nonché, a livello assoluto, un argento ai Mondiali del 2014 a Reus e due bronzi in quelli del 2017 e del 2018, ha proposto nello short una bellissima coreografia, basata su due cover al ritmo del blues rispettivamente “Midnight Ain’t Home Anymore” e “Fallin”, in cui però cadeva malauguratamente in una ardita combinazione, triplo toeloop-triplo toeloop. Facendo leva sulla propria esperienza recuperava poi molto bene con il doppio axel e il triplo salchow, ma non al punto da impensierire la Pizzingrilli. Nel libero, su un medley molto azzeccato di brani della compagnia di produzione musicale americana “Two Steps from Hell”, tentava generosamente la rimonta, rischiando nel proporre inizialmente il triplo flip: purtroppo il salto era chiuso con uno step-out e con un appoggio della mano sulla pista, errore che tuttavia non la scoraggiava, dal momento che andava a chiudere una sequenza triplo toeloop-euler-triplo salchow e successivamente un altro triplo toeloop. Altri errori in chiusura di programma la proiettavano indietro in classifica, con un buon margine sulla brava Matilde Caputo, quarta in entrambi i segmenti di gara. La Caputo, argento ai Mondiali juniores 2024, ha proposto un alto contenuto tecnico, proponendo con successo parziale, sia nello short che nel libero, la sequenza triplo flip-euler-triplo salchow, difficoltà che a livello femminile solo la fenomenale Madalena Costa è in grado di realizzare. La Caputo ha comunque evidenziato ottime qualità, tali da garantirle un futuro brillante nel panorama del pattinaggio mondiale.

Nella foto Giada Romiti (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti