I Campionati Mondiali juniores andati in scena a Pechino in concomitanza con quelli assoluti hanno confermato l’ascesa del pattinaggio iberico, dal momento che Spagna e Portogallo hanno insieme conquistato più medaglie dell’Italia, nazione tradizionalmente dominatrice del pattinaggio internazionale.

Nella foto Rita Azinheira (POR)

Foto di Raniero Corbelletti

In tal senso a brillare non è stata solo la stella dell’incommensurabile Guillermo Gomez, ma anche quella della diciassettenne portoghese Rita Azinheira, che in assenza di una fuoriclasse straordinaria come la connazionale Madalena Costa, ha fatto sua la competizione femminile, rimontando nel libero dal secondo posto nello short. La pattinatrice portoghese, originaria della splendida Sintra, città patrimonio dell’Unesco nel distretto di Lisbona, ha dimostrato indubbio talento, costruendo il suo successo già nello short dove, unica in gara, ha proposto la combinazione triplo toeloop-doppio toeloop-euler-triplo salchow, salto quest’ultimo eseguito con uno step-out.

La Azinheira ha certamente approfittato degli errori fatali commessi nel libero dalla spagnola Paula Roman che, prima nello short, non solo semplificava il suo programma “strada facendo”, ma eseguiva un triplo salchow degradato e ulteriormente penalizzato da un grave errore sull’arrivo. La catalana finiva terza alla fine, esattamente come lo scorso anno, preceduta dall’ottima azzurra Martina Stefani.

La fiorentina, terza nel corto, ha proposto nel libero quattro tripli salti, dei quali il loop risultava incompleto per metà della sua rotazione. Fuori dal podio è invece rimasta Matilde Caputo, argento lo scorso anno, ed ora costretta a un comunque eccellente quarto posto finale.

Nella foto Guillermo Gomez (ESP)

Foto di Raniero Corbelletti

Guillermo Gomez si è confermato campione, regolando come a Rimini lo scorso anno il connazionale Unai Cerejio: tuttavia quest’anno la sua vittoria è stata più difficoltosa, poiché nello short, a causa di una inopinata caduta nella combinazione triplo loop-triplo loop e di una sequenza di passi solo di livello uno, era costretto a cedere il passo al compagno di squadra. Nel libero il madrileno era invece splendido, eseguendo perfettamente tre combinazioni, ovvero triplo loop-triplo loop, triplo lutz-triplo toeloop e triplo flip-triplo toeloop, oltre a un secondo triplo lutz, al doppio axel, a splendide trottole e a una sequenza di passi di livello tre. Il diciannovenne spagnolo finiva per raggiungere un punteggio incredibilmente alto di 175.40, non lontano dal record del mondo del catalano Pau Garcia e nettamente superiore a quello di Hector Diez, campione del mondo fra i seniores.

Nella foto Unai Cerejio (ESP)

Foto di Raniero Corbelletti

Dietro Cerejio, argento come lo scorso anno, si è ottimamente classificato il portoghese Joao Cruz, capace di inserire con successo, sia nel corto che nel libero il triplo thuren, come si dice nel mondo delle rotelle, o euler come si dice nel mondo del ghiaccio, salto che deve il suo nome al pattinatore che per primo lo ha eseguito, ovvero lo svedese Per Thoren, appunto, bronzo olimpico nel lontanissimo 1908 e campione europeo 1911. Dove l’Italia ha imposto la sua legge è stato nelle competizioni di coppia, avendo gli azzurri colto due doppiette.

Nella foto Alice Pozzobon/Alessio Cocci (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Nelle coppie di artistico i laziali Alice Pozzobon/Alessio Cocci hanno dominato superando per la quarta volta in stagione i diretti rivali Ginevra Riccardo/Rodolfo Cortini, laddove la lotta per il bronzo ha premiato i brasiliani Suzanna Bosso/Lucas Carmona. Alice e Alessio, allievi di Valeria Fabiani, mamma della grande Gioia Fiori, hanno concluso in modo perfetto una stagione che li ha visti anche aggiudicarsi il titolo nazionale della categoria novices nel contesto del ghiaccio.

Nella foto Mariaclaudia Parziale/Matteo Di Nunzio (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Nelle coppie di danza i campani Mariaclaudia Parziale/Matteo Di Nunzio sono risultati vincenti grazie a una qualità di pattinaggio davvero notevole per dei ragazzi così giovani. Nettamente primi nella style dance, unici ad eseguire la sequenza obbligatoria di Golden Samba di livello tre, nel libero hanno consolidato il loro primato. Sul ritmo del tango, hanno presentato come loro solito un sollevamento combinato in cui Mariaclaudia solleva Matteo, un elemento che se efficace a livello giovanile, in una categoria juniores, ma è opinione strettamente personale, non trova senso tecnico e coreografico. I mantovani Carlotta Bruzzi/Alessandro Grossi hanno vinto la medaglia d’argento in rimonta, grazie a un ottimo programma libero, in cui hanno conseguito tutti livelli quattro per i loro elementi. Il bronzo è andato agli spagnoli Lucia Camarillo/Joan Jardi, secondi nella style dance, ma solo sesti nel libero, a causa di una caduta di Lucia nella cluster sequence.