Era nell’aria, ma adesso è cosa certa: Alessandro Liberatore, campione del mondo 2024 di pattinaggio a rotelle in quel di Rimini, sta provando con grande serietà a diventare un pattinatore su ghiaccio. La prova definitiva è arrivata dalla sua prima competizione, i Campionati Nazionali Sloveni 2026, andati in scena il 12 e 13 dicembre scorsi in quel di Jesenice. Alessandro ha per il momento gareggiato fuori classifica, anche se è sua intenzione gareggiare a livello ISU per la Slovenia, essendo la concorrenza in Italia al momento troppo qualificata per sperare di poter accedere alle grandi competizioni internazionali.

Nella foto Alessandro Liberatore (ITA)

È così che sotto i colori del club della cittadina di Kranj, Alessandro ha fatto il suo debutto totalizzando un punteggio, al momento modesto, di 121.08, frutto di un 43.52 nello short e di un 77.56 nel libero. Nel programma corto il campione azzurro ha esordito con valido doppio axel, cui ha fatto seguire la combinazione di due tripli toeloop. Purtroppo è successivamente incorso in un errore nella Seat Spin che ha reso non valido l’elemento, così come poi è caduto su un triplo loop, atterrato comunque sul quarto. Una flying combo spin e una combo spin con cambio piede entrambe di livello due, oltre che una sequenza di passi di livello due, risultavano non ben eseguiti, ottenendo dai giudici GOE negativi. Il libero, diversamente era macchiato da due cadute, una nel triplo loop e l’altra nel triplo salchow, a fronte di un valido doppio axel e di una bella sequenza triplo toeloop-doppio axel: gli errori commessi sui salti condizionavano dunque il suo programma, che tuttavia, come nel corto, riceveva punteggi di components oscillanti fra il 4.00 e il 5.25.

Nella foto Alessandro Liberatore (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

L’esperienza è stata per Alessandro certamente positiva e soprattutto incoraggiante, visto che il passaggio dalle rotelle al ghiaccio, soprattutto per i singolisti, non è mai facile. Ne sanno qualcosa i grandi Marika Zanforlin/Federico Degli Esposti, che dopo quattro titoli mondiali nelle coppie di artistico fra il 2003 e il 2006, passarono sul ghiaccio con l’obiettivo di qualificarsi per le Olimpiadi di Vancouver 2010: l’obiettivo fu solo sfiorato, poiché dopo aver guadagnato il posto per l’Italia in sede di qualificazioni olimpiche, non furono selezionati a vantaggio di un’altra coppia, Della Monica/Kocon, che li sconfisse ai Nazionali. Fantastico fu però il loro decimo posto agli Europei di Zagabria 2008, a pochi mesi dai loro primi passi sul ghiaccio.

Molto meglio è andata a Matteo Guarise, campione del mondo in coppia con Sara Venerucci, che insieme a Nicole Della Monica ha partecipato a ben tre Olimpiadi, centrando due quarti posti agli Europei. Matteo ha perseverato con un coraggio da leone, scansando le critiche “morali” di chi nelle rotelle lo definì addirittura “traditore” e quelle “tecniche” di schizzinosi esperti del ghiaccio. Il coronamento della sua carriera è stato certamente il fantastico titolo europeo vinto nel 2024 a Kaunas insieme alla nuova partner Lucrezia Beccari, primo successo azzurro nella storia di campionati ISU nelle coppie.

Attualmente è Gioia Fiori che sta “traghettando” dalle rotelle al ghiaccio con successo anche se le difficoltà sul suo cammino appaiono davvero tante. Ne sa qualcosa anche il grande Dario Betti, due volte campione del mondo nelle rotelle ma mai perfettamente a suo agio nel ghiaccio, dove fu sesto ai Nazionali del 2017, passando attraverso ottimi risultati in varie competizioni internazionali.

Alessandro Liberatore, 26 anni appena compiuti, ha vinto nel pattinaggio a rotelle tutto quanto poteva realisticamente vincere, a partire dal titolo mondiale 2024 a Rimini: in effetti non va dimenticato che ai Mondiali era stato anche argento nel 2022 e bronzo nel 2021, laddove ai World Games era stato medaglia d’argento nel 2022, medesimo piazzamento ottenuto agli Europei dello stesso anno. Ecco allora che ripensando al suo splendido programma dei Mondiali di Rimini incentrato sul tema del sogno di una possibile partecipazione olimpica, non è difficile comprendere le motivazioni che lo hanno spinto a questo grande passo. Ora lo attende un percorso a dir poco tortuoso, ma Alessandro merita grande rispetto e ammirazione, oltre che il sostegno di tutti gli appassionati. Come dicono oltralpe, Chapeau!