A distanza di ventuno anni dall’unica vittoria italiana nella specialità, quella che Lorenzo Ronci colse nell’edizione americana di Fresno 2004, l’Italia è tornata al successo nell’inline maschile grazie a Elvis Martinello, pattinatore veneto, che già lo scorso anno si era distinto con un ottimo quarto posto. Per ben sette anni Antonio Panfili, ex-pattinatore sul ghiaccio, aveva provato a raggiungere il traguardo del titolo iridato, ma il suo sogno si era sempre infranto, raccogliendo comunque quattro argenti e tre bronzi. Martinello si è invece imposto con autorevolezza, ma non senza difficoltà, visto che nello short aveva dovuto cedere il passo allo spagnolo David Gutierrez.

Nella foto Elvis Martinello (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

In tale segmento di gara il pattinatore azzurro è purtroppo incappato in un grave errore nel triplo loop, talmente impreciso nel suo atterraggio da risultare degradato. Fortunatamente sia la combinazione triplo toeloop-triplo toeloop-doppio toeloop sia il doppio axel erano stati perfetti, così da giustificare il secondo posto. Nel libero, su un mix di musiche che partendo dall’incalzante “Ticking Tension” di Soundridemusic, passando poi al melodioso “Time” di Jennifer Thomas e a “Dream” degli Imagine Dragons, giunge al noto “Emerge” dei Power-Haus, l’azzurro era davvero eccellente e a parte la caduta nel triplo toeloop posto in combinazione dopo un primo toeloop, gli altri elementi risultavano ben eseguiti: dapprima vi era una combinazione triplo salchow-doppio toeloop, seguita da quella doppio axel-doppio toeloop, da un triplo loop, da un secondo doppio axel e da un secondo triplo salchow, concluso peraltro sul quarto di rotazione, il tutto con il corollario di una sequenza di passi di livello tre.

Nella foto David Gutierrez (ESP)

Foto di Raniero Corbelletti

Martinello era dunque meritatamente campione del mondo e d’altra parte, con un programma libero come il suo, lo spagnolo Gutierrez non aveva speranze, tanto più che solo a fatica difendeva la medaglia d’argento, complici tre cadute.

Nella foto Yi-Fan Chen (TPE)

Foto di Raniero Corbelletti

Ad insidiarlo era una leggenda della specialità quale il cinese di Taiwan Yi-Fan Chen, capace di salire sul podio mondiale per la nona volta a partire dal 2015! In una specialità che a Taiwan ha grandi tradizioni, Yi-Fan Chen ha fatto la storia, aggiudicandosi il titolo mondiale per sei volte, con il corollario di due argenti e del bronzo conquistato quest’anno a Pechino. Chen è ora intenzionato a far sua la decima medaglia e conoscendo la sua determinazione c’è da credere che tale traguardo non è certamente un azzardo.

Nella foto Paula Romaguera (ESP)

Foto di Raniero Corbelletti

La gara femminile ha permesso di vedere in pista una pattinatrice russa, Vera Sergeyeva, che a distanza di anni ha finalmente avuto la possibilità di mostrare il proprio talento, classificandosi ad un brillante quarto posto. La spagnola Paula Romaguera ha confermato il proprio titolo mondiale, vincendo entrambi i segmenti di gara: nel corto, unica a presentare un triplo, il salchow, sia pur mancante di metà della rotazione, prendeva immediatamente un ampio vantaggio, che andava poi ad incrementare nel libero.

Nella foto Clara Barattoni (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Clara Barattoni, vicecampionessa del mondo junior lo scorso anno a Rimini, agguantava la medaglia d’argento della categoria superiore grazie al suo programma libero, con il quale era in grado di rimontare la campionessa italiana Sofia Ciacia, vicecampionessa mondiale lo scorso anno e quest’anno brillante medaglia di bronzo.

Nella foto Sofia Ciacia (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

Nel complesso le gare hanno risentito dell’esiguo numero di partecipanti, dal momento che molti specialisti, non supportati dalle proprie federazioni, non sono stati in grado di affrontare le spese di un viaggio molto lungo. La speranza è che la disputa dei prossimi mondiali in sudamerica consenta di superare queste problematiche, poiché il pattinaggio inline ha certamente bisogno di mostrare al pubblico un’ ampia gamma di esperienze tecniche ed artistiche, tali da giustificare la sua ampia popolarità nel mondo.

Nella foto Elvis Martinello (ITA)

Foto di Raniero Corbelletti

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