Nella foto Charlene Guignard/Marco Fabbri (ITA)


In attesa degli imminenti Campionati Europei di Sheffield, ripercorriamo le tappe del Grand Prix, concentrandoci in modo specifico sulle prove degli atleti italiani di volta in volta in gara. Il Grand Prix de France è andato in scena per la quarta volta consecutiva in quel di Angers, capoluogo di quella che un tempo era nota come la contea di Angiò. Il palazzo del ghiaccio, sede delle gare, ha comunque ampiamente fatto rimpiangere i fasti delle prove francesi del Grand Prix del passato che, salvo rare eccezioni, trovavano un fantastico “palcoscenico” nel palazzo dello sport di Bercy a Parigi.

Foto di Raniero Corbelletti

La competizione ha celebrato il ritorno all’agonismo di Guillaume Cizeron, campione olimpico a Pechino 2022 e medaglia d’argento a Pyeongchang 2018 in coppia con Gabriella Papadakis. Il fuoriclasse francese ha quest’anno trovato una nuova partner nella pattinatrice canadese Laurence Fournier Beaudry, naturalizzata a tempo di record in vista dei prossimi Giochi Olimpici di Milano-Cortina. Va ricordato che la Fournier Beaudry ha pattinato sino al 2024 con il fidanzato Nikolaj Sorensen, con il quale è stata due volte medaglia d’argento ai Four Continents.

A seguito della squalifica per sei anni di Sorensen causata da una torbida storia di molestie sessuali di cui sarebbe stato artefice, Laurence ha sfruttato con successo l’opportunità agonisitca regalatale da Cizeron, con il quale ha subito colto la vittoria. Nonostante un inappropriato appoggio del ginocchio sul ghiaccio da parte di Guillaume nella choreo sequence della rhythm dance, giudicato giustamente come caduta, li avesse costretti al terzo posto, con un libero strepitoso la coppia ha comunque rimontato i rivali, a partire dagli inglesi Fear/Gibson, primi nella rhythm dance e alla fine secondi.

Charlene Guignard e Marco Fabbri hanno chiuso solamente al quarto posto, complici valutazioni, sia di GOE che di components, certamente non consone al loro livello di pattinaggio. Addirittura quinti dopo il primo segmento di gara, hanno recuperato una posizione nel loro ottimo libero sul brano “Diamanti”, tratto dalla colonna sonora dell’omonimo film di Ferzan Ozpetek. Tuttavia l’essere rimasti alle spalle dei lituani Reed/Ambrulevicius ha precluso loro un podio fondamentale per accedere alla finale, dalla quale sono risultati in seguito esclusi.

Nella foto Gabriele Frangipani (ITA)

Foto di Alberto Ponti

Poca fortuna ha avuto anche Gabriele Frangipani, che ha chiuso all’ultimo posto la competizione maschile: troppi gli errori per l’allievo di Fabio Mascarello, apparso in ritardo di condizione. Ilia Malinin ha dominato la competizione, rifilando 41 punti di distacco al due volte campione europeo Siao Him Fa: lo statunitense di origine russa è sembrato letteralmente di altra categoria rispetto agli avversari, tra i quali ha comunque brillato il russo battente bandiera georgiana Nika Egadze, allievo dell’ormai mitica Tutberidze.

Il Giappone ha gioito per il netto successo di Riku Miura/Ryuichi Kihara, campioni del mondo ’23 e ’25, che hanno superato i campioni del mondo ’24 Stellato/Deschamps, con i russo-ungheresi Pavlova/Svyatchenko terzi. Parziale sorpresa nelle donne con la diciassettenne Ami Nakai, bronzo ai Mondiali juniores ’23, capace di superare la campionessa del mondo Kaori Sakamoto e la medaglia d’oro delle Universiadi di Torino Rion Sumiyoshi, per una tripletta giapponese.