La Yudong Arena di Chongqing ha ospitato per la quinta volta la Cup of China, competizione giunta alla ventesima edizione, proponendo come grande motivo di interesse il ritorno dei campioni olimpici delle coppie di artistico Wenjing Sui/Cong Han, vere e proprie icone dello sport cinese. Sui, trent’anni, e Han, trentatre, vantano un palmares eccezionale, poiché oltre alla vittoria citata, va aggiunta la medaglia d’argento alle Olimpiadi del 2018, cui fanno da corollario due titoli mondiali (’17 e ’19) e ben sei titoli dei Four Continents. La coppia allenata dal grandissimo Hongbo Zhao, campione olimpico con la moglie Xue Shen a Vancouver 2010, ha faticato non poco davanti al proprio pubblico, ma il suo terzo posto alle spalle dei rampanti russo-georgiani Metelkina/Berulava e dei nostri splendidi Sara Conti/Niccolò Macii, va archiviato positivamente.

Nella foto Sara Conti/Niccolò Macii (ITA)

Foto di Alberto Ponti

In una gara in cui si è registrato un incoraggiante quinto posto di Rebecca Ghilardi/Filippo Ambrosini, si sono rivisti in competizione, probabilmente per l’ultima volta, Lucrezia Beccari/Matteo Guarise, splendidi campioni europei a Kaunas nel 2024: reduci da una stagione di inattività a seguito dell’infortunio di Lucrezia, così grave da richiedere un intervento chirurgico, i nostri due campioni avevano iniziato la stagione con molte speranze, infrantesi su varie problematiche fisiche, emerse nel delicato periodo di recupero delle abilità tecniche di coppia e tornate così forti da costringerli al ritiro dopo lo short nella competizione cinese.

Nella foto Lucrezia Beccari/Matteo Guarise (ITA)

Foto di Alberto Ponti

La danza ha visto il dominio degli americani, poiché alle spalle dei tre volte campioni del mondo Madison Chock/Evan Bates, non al meglio della forma, è emersa la coppia formata da Emilea Zingas/Vadym Kolesnik, binomio di relativa nuova formazione, allenato a Detroit da Igor Shpilband e Pasquale Camerlengo, tecnici un tempo rivali che adesso hanno unito le forze. Emilea si dedica alla danza dal 2023, dopo che da singolista aveva pattinato per Cipro, paese di origine della famiglia paterna; Vadym, ucraino naturalizzato americano, era stato campione del mondo junior nel 2020, quando la sua partner era Avonley Nguyen.

Nella foto Rebecca Ghilardi/Filippo Ambrosini (ITA)

Foto di Alberto Ponti

I francesi vicecampioni d’Europa Yevgeniya Loparyova/Geoffrey Brissaud hanno chiuso al terzo posto, confermando i dubbi da loro suscitati negli addetti ai lavori sin dall’esordio stagionale: il fatto di essersi ritrovati improvvisamente ad essere la seconda coppia francese non deve certamente averli aiutati in termini di fiducia e, soprattutto, di considerazione da parte dei giudici.

Il ventunenne giapponese Shun Sato, vincitore della Finale del Grand Prix nel 2020 a Torino, ha fatto sua la prova maschile, distanziando un fantastico Daniel Grassl, secondo con pieno merito: l’allievo di Edoardo De Bernardis è apparso in piena efficienza fisica, proponendo due coreografie accattivanti. Terzo è stato invece il vicecampione del mondo Mikhail Shaidorov, allievo del campione olimpico di Lillehammer ’94 Aleksey Urmanov: il kazako ha tenuto a distanza l’idolo di casa Boyang Jin, alla fine quinto, ma complessivamente in ripresa dopo le delusioni degli ultimi anni.

Tra le donne Amber Glenn ha confermato la vittoria dello scorso anno, prendendosi la soddisfazione di precedere la campionessa del mondo Alysa Liu, a sua volta brava a respingere le velleità della ventitreenne giapponese Rinka Watanabe, in una gara dove Anna Pezzetta è stata ottava.

Nella foto Lucrezia Beccari/Matteo Guarise (ITA)

Foto di Alberto Ponti