A distanza di ventiquattro anni, per la precisione dall’edizione del 2001, quella per intenderci in cui Aleksey Yagudin, Sarah Hughes e Jamie Sale/David Pelletier trionfarono, ponendo le basi dei loro successi alle Olimpiadi di Salt Lake City 2002, Skate Canada ha fatto ritorno a Saskatoon, città del sud del Canada, importante centro della provincia del Saskatchewan.

Nella foto Lara Gutmann (ITA)

Foto di Alberto Ponti

Come allora, anche l’edizione di quest’anno è servita ai pattinatori per collaudare la forma in vista dei Giochi Olimpici, a partire come era ovvio attendersi da quelli canadesi. Piper Gilles e Paul Poirier si sono imposti per la sesta volta consecutiva a Skate Canada, anche se con qualche patema: dopo aver dominato la rhythm dance, magistralmente eseguita sulle note di “Supermodel”, brano portato al successo dalla nota drag queen americana RuPaul, i due commettevano un rilevante errore nel curve lift del loro libero, così da finire secondi nel segmento di gara specifico, mantenendo comunque la leadership. Nel libero la trentaquattrenne di origini statunitensi Piper, sposata con Nathan Kelly, e il suo coetaneo Paul hanno riproposto con successo il loro programma della stagione 2019, basato sul brano di Don McLean dedicato a Vincent Van Gogh, noto anche con l’incipit dello stesso, “Starry, Starry Night”. Alle loro spalle hanno conquistato con merito un posto per la finale di Nagoya Allison Reed/Saulius Ambrulevicius, riusciti nella non facile impresa di superare i beniamini di casa Marjorie Lajoie/Zachary Lagha, alla fine terzi dopo essere stati solo quarti nella rhythm dance.

Nella foto Nikolaj Memola (ITA)

Foto di Alberto Ponti

Veterani alla ribalta anche nelle coppie, dove la quarantaduenne Deanna Stellato e il suo partner trentaquattrenne Maxime Deschamps hanno vinto con autorevolezza, superando i campioni d’Europa Minerva Hase/Nikita Volodin. I canadesi, campioni del mondo 2024, erano secondi nello short program, ma con un programma libero sostanzialmente “pulito” hanno tratto vantaggio dai vari errori commessi dai tedeschi, allievi di Dmitriy Savin, tecnico cresciuto all’ombra di Nina Mozer ma adesso più che mai lanciato a successi internazionali, frutto di guide tecniche ormai autonome. Gli statunitensi Ellie Kam/Danny O’Shea hanno conquistato il bronzo con un buon libero, trovando conforto e motivazione dopo un unizio di stagione difficile.

Nella foto Nikolaj Memola (ITA)

Foto di Alberto Ponti

Nelle prove individuali erano presenti anche due azzurri: il vicecampione d’Europa Nikolaj Memola ha chiuso al sesto posto una gara che lo ha visto competere in un contesto di alto livello tecnico. Nello short program ha pagato cara l’incertezza nell’esecuzione del suo quadruplo flip posto in combinazione con il triplo toeloop, nonostante il successivo quadruplo lutz sia invece stato ben eseguito. Il suo meno fortunato libero lo ha costretto ad una posizione di rincalzo, che certamente non ha rispecchiato le aspettative della vigilia. A vincere, ma non c’erano dubbi, è stato il campione del mondo Ilia Malinin, capace di staccare di oltre settanta punti, punteggio che può essere quantificato, per esempio, in quello di uno short più che dignitoso, l’estone Aleksandr Selevko, medaglia d’argento agli Europei di Kaunas 2024. Il ventenne nipponico Kao Miura, nel 2023 campione del mondo junior e campione dei Four Continents, ha fatto suo il bronzo rimontando il connazionale Kazuki Tomono, in una gara dove i canadesi hanno segnato il passo, con l’oriundo ucraino Roman Sadovsky, settimo, e con Gogolev, atleta dalla doppia cittadinanza (oltre quella canadese, ha quella russa, ndr), ottavo.

Nella foto Lara Gutmann (ITA)

Foto di Alberto Ponti

Lara Gutmann è stata davvero bravissima, tanto che il suo meritatissimo terzo posto nello short aveva acceso speranze di un podio finale. Il sogno si è infranto in una malaugurata caduta nell’esecuzione di un triplo lutz, poi anche degradato, costato alla trentina molti punti, così da essere relegata in quinta posizione. A vincere è stata la giapponese Mone Chiba, bronzo mondiale lo scorso anno, nonché campionessa dei Four Continents 2024: la sua vittoria è stata netta, visto che ha saputo primeggiare in entrambi i segmenti di gara, lasciando alla sempre generosamente valutata Isabeau Levito la medaglia d’argento. La diciassettenne Ami Nakai, allieva di Kensuke Nakaniwa, già pattinatore di buon livello, vicecampione giapponese nel 2005 e bronzo alle Universiadi del 2003, ha completato il podio, escludendo dallo stesso la veterana Bradie Tennell, ormai prossima ai ventotto anni.